Tutta colpa di un film

Mai successo che un film vi faccia venire la curiosità di visitare una città che non avete mai visto o il desiderio di tornare in un luogo in cui siete già stati? A me sì, tre volte.

Locandina del film "Unmade Beds". distribuito in Italia col titolo "Notti Londinesi"E’ stato Unmade beds, il tenero, vivido e seducente inno alla
buona musica, alle sbornie cattive e agli amori perduti di Alexis Dos Santos a farmi ritrovare la fascinazione per Londra. Un amore giovanile, il mio, mai vissuto fino in fondo, consumato tutto nel corso delle rassicuranti ore diurne. Ma la Londra dei miei sogni era un’altra, era la città della musica: qualcosa di simile nella mia immaginazione alla discoteca labirinto, bianca con le luci colorate, grande centinaia di chilometri dalla quale non si possa uscire, che avrei incontrato qualche anno più tardi nelle pulsazioni sonore dei Subsonica. Il cuore, anche lui, ha un suo ritmo, e quello di Londra per me non poteva e non può essere che indie. Molti anni dopo il mio primo fallimentare tentativo di vita all’estero e dopo qualche breve visita ad amici, nel corso delle quali, ancora, Londra era stata sempre illuminata dalla luce naturale del sole, apparvero davanti ai miei occhi, in formato panoramico, i romantici Vera e Axl, giovani persi tanto quanto me, lei in un labirinto da cui esce troppo in fretta, consumando in un colpo la dose di fortuna di una vita, e lui tra un numero incalcolabile di letti, perlopiù sfatti. Nel loro cercare una via in (e out) e nel caos colorato, irrealisticamente affascinante, di uno squat dove si incontrano persone – non si sa mai quante e per quanto tempo – eterogenee trovai la Londra che avevo cercato a 18 anni. Fu colpo di fulmine, per il film, che ancora amo appassionatamente, e per la città che desiderai ardentemente di riscoprire. Da allora per me Londra è tornata ad essere l’unica, vera, entusiasmante capitale d’Europa.

Come invece Living on love alone mi fece venir voglia di scoprire la vita notturna di Parigi è un mistero. Accadde tutto in una scena, piuttosto marginale nel film, in cui la protagonista va a ballare con le amiche. Incontra un uomo, manco bello, ci finisce a letto, il mattino dopo si riveste e va a casa. E a me è venuta voglia di uscire la sera a Parigi e tornarmene a casa con le luci del primo mattino. Sarà che Parigi l’ho vista ancora prima di Londra, in gita scolastica, troppo giovane e troppo controllata. L’ho sempre definita una città per la quale non avevo alcuna curiosità, fino a incontrare Julie in un momento della mia vita in cui avrei potuto prendere io il suo posto sullo schermo e nessuno spettatore si sarebbe accorto dello scambio: stessa età scritta al rovescio (lei 23, io 32), laurea inutile in comunicazione, insofferenza per le logiche spietate dell’ufficio e, di conseguenza, disoccupata. Anche, diciamolo, lineamenti del viso o non so che altro per il quale spesso vengo scambiata per francese (sarà la sindrome di Amélie?). Julie se ne va da Parigi, io invece vorrei catapultarmici, rimanere lì almeno una settimana e vivere i quartieri, di giorno oziare nelle caffetterie e di notte indossare un top di lustrini e uscire, senza meta e senza inibizioni. Immagine dal film "Living On Love Alone"

Non stupisce invece che la curiosità per Bruges mi sia venuta dopo aver visto In Bruges, probabilmente la più riuscita operazione – non so se pianificata o semplicemente fortuita – di marketing turistico. Il film è carino, seppur sopravvalutato, e passa via bene, ma credo che i più se lo dimenticherebbero già allo scorrere dei titoli di coda se non fosse per le immagini da cartolina della deliziosa città belga. Siamo onesti: quanti sono andati a visitare questa cittadina dopo aver visto il film? E’ stato innegabilmente il grande schermo a portare alla ribalta internazionale una piccola cittadina sperduta in quel del Belgio (che, di per sé, non trionfa ai primi posti delle destinazioni turistiche mondiali). L’ufficio turistico senz’altro avrà offerto una cena di pesce al produttore. O l’equivalente locale. Io a Bruges ci andrei sul tardo pomeriggio, dormirei lì, mi sveglierei presto la mattina dopo e salterei sul primo autobus che mi porti lontano dalle folle dei turisti.

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Comments

  1. A.G. says:

    Tu as raison ! C’est possible faire cet chose a Paris. En plus, Il y a beaucoup des fêtes privée.
    Aujourd’hui, Je vais aller pour les rues et les Bd du Paris, sans savoir où, comme tout les nuits, avec mon vélo. Donc, j’espère de trouver quelqu’un et passer toute la nuit jusqu’à l’aube.
    Ce n’est besoin pas de dormir ici.
    Bon soirée à vous!
    A.G.

  2. l’equivalente locale ho paura che potrebbe essere patatine fritte con la maionese

  3. laragazzaconlavaligia says:

    … ottima birra però!

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