La “mia” Ryanair Generation – 1

Le mie prime riflessioni su quella che definisco RyanAir Generation risalgono al febbraio 2010. Molto prima di diventare laragazzaconlavaligia avevo abbozzato un breve articolo da pubblicare sulla mia pagina Facebook. Mai terminato e mai pubblicato, nemmeno in forma parziale, iniziava così:

Un paio di settimane fa trascorrevo un placido venerdì sera a Vienna, nella confortevole ma asettica stanza di un economico hotel a tre stelle nella zona di Alte Donau. La mia famiglia mi avrebbe raggiunta di lì a poche ore, in arrivo da Padova in macchina. Nel frattempo la persona a cui stavo pensando aveva lasciato Dublino da due ore e avrebbe trascorso il weekend a Edinburgo. Il weekend successivo lui sarebbe stato a Glasgow, e io a Londra. Niente di strano, questa è la Ryanair Generation. Prendiamo aerei come se fossero autobus. D’impulso lo trovo esaltante, ma se mi ci fermo a pensare preoccupante è forse l’aggettivo più appropriato.

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Sono molti i modi in cui le compagnie aeree low cost, Ryanair in testa, hanno plasmato la geografia degli spostamenti e dato il via a dinamiche sociali prima impensabili. La decisione di vivere all’estero si fa più semplice in presenza della consolante opportunità di tornare a casa in due ore di volo e non più di 60 euro: così, anche chi prima aveva qualche dubbio decide comunque di provarci. Un italiano residente a Dublino può ben innamorarsi di una spagnola nel corso di una vacanza a Parigi: un weekend a turno si prende l’aereo, e l’amore vola. La mappa delle destinazioni turistiche è quasi la copia carbone della lista degli aeroporti su cui atterrano gli aerei Ryanair. Chi si sognava, per esempio, di andare a Malta prima che ci arrivasse Ryanair? L’apertura di una nuova rotta low cost non può non cambiare la geografia sociale di un luogo, e non solo per le nuove opportunità di lavoro, ma anche per la massa di persone che vi si riversano. Scambi, di soldi e di esperienze: sicuro si innesca una reazione a catena che dà nuova spinta alla vita sociale. E poi ci sono tutti quei viaggi che non faremmo, quando è solo l’aver trovato un’offerta a 20 euro tasse incluse a darci l’idea di partire. E tutti quei posti che non avremmo mai considerato, se non fosse che costavano così poco. Ma è un altro a mio avviso il risultato perverso di questa facilità con cui prendiamo aerei, talvolta più economici di un’andata e ritorno Dublino-Arklow in autobus.

continua

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