A Bruges più troupes che turisti

I siti dei Tourist Boards, ovvero l’ente che ha come ragione di esistere attirare turisti in una determinata località, lasciano spesso a desiderare. Ho un nutrito corpus di esempi (ebbene sì, al mio corpus gli dò da mangiare, e parecchio). Per stasera vi risparmio una disquisizione teorica sull’argomento e mi limito a farvi un esempio concreto.

Ho scelto l’ultimo che ho visitato: così scandaloso da non poter non essere criticato. È il sito ufficiale dell’ente del turismo di Bruges.

A circa sette mesi dal mio post preferito nonchè uno dei meno letti secondo Google Analytics (di cui vi ho parlato qui) decido finalmente di concedermi una giornata (e una notte, come da post precedente) a Bruges.

Locandina del film In Bruges

Per sapere come raggiungere Bruges da Bruxelles visito il sito dell’ente del turismo, sicura di trovare senza necessità di lunghe ricerche online l’informazione che mi serve. Voglio sapere quali sono gli autobus e i treni che collegano le due città per scegliere l’opzione più economica. Come sempre, viaggio al risparmio.

Sorpresa: causa una pessima traduzione in inglese, non riesco a trovare l’informazione che stavo cercando e sto per abbandonare il sito. Solo in un ultimo, disperato tentativo mi rendo conto che la sezione “accessibility” è in realtà la pagina che desidero consultare, con le informazioni sui treni e gli autobus. Questa pagina, che è presente su ogni serio sito di informazioni turistiche su una specifica località, viene di solito chiamata “Getting there” o, con un termine che mi piace meno ma ancora riesce a dare un’idea del contenuto della pagina, “Travel”. In italiano sarebbe la pagina “Come arrivare”. Per carità, a seconda del contesto “accessibility” si può anche tradurre “raggiungibilità”, ma nel web la prima cosa a cui si pensa quando si usa questa parola è la web accessibility. Che non ha niente a che fare con autobus e treni, e nemmeno con autostrade o piste ciclabili.

Mi sembra che una buona traduzione sia il requisito indispensabile per attirare una clientela internazionale (eh già, i turisti non sono dei clienti?). Cari enti, non risparmiate sulle traduzioni perchè ci fate una figura pessima. Data la qualità della traduzione, se fosse stato un sito italiano avrei scommesso che gli è toccato farla alla stagista di turno, che poverina ha studiato l’inglese alle superiori, con un’insegnante che come unica esperienza all’estero ha fatto la gita a Londra in quinta superiore.

Così, causa un grossolano errore, il turista che consulta questo sito rischia di non trovare un’informazione per lui fondamentale. Già, perchè a Bruges prima ci devo arrivare, e poi visiterò i musei, mangerò al ristorante, berrò al pub, me ne andrò a dormire in hotel…

In compenso però (solo una coincidenza?) è molto chiaro dove trovare le informazioni che vi servono per contattare il City Film Office, che saprà assistervi nelle pratiche per il rilascio del filming permit, vi aiuterà a scegliere una location, vi farà conoscere i partners locali e offrirà supporto logistico. Informazioni utilissime al turista medio, no?

Che sorpresa, eh? E… aspetta, aspetta, cos’è che vedo lì a sinistra? Non è un banner di “In Bruges”? Il banner mi rimanda a una pagina del sito con la descrizione del film con Colin Farrell, Brendan Gleeson and Ralph Fiennes (film di cui io vi ho parlato nel mio post preferito, citato qualche riga più su).

Eh sì, pare che l’ente del turismo di Bruges si dia parecchio da fare per attirare le troupes cinematografiche. Le quali poi, con la forza evocatrice delle immagini, attireranno i turisti. I quali poi andranno a visitare il sito e malediranno l’ente del turismo.

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Comments

  1. Maiemi says:

    Yikes! Che brutto sito!
    Il codice con cui è scritto è ancora peggio, e, sulle traduzioni, si incontrano spesso errorini come in “The ice on the Damse Vaart (canal Brugge – Damme – Sluis) is not sufficiently strong walk/skate on. That is why it is forbidden by bye-law to go onto the ice”.
    Poi date sbagliate, sitemap solo in dutch, navigabilità azzoppata (perchè mettere una sidebar se poi quasi non la usi?!?)… e secondo la pagina del copyright il sito non è qualcosa di nuovo, che si sta scuotendo di dosso i bachi: è presente dal 1998 (e il copyright scadrebbe, secondo il sito stesso, nel 2005)!
    Concordo che sembra mantenuto da uno stagista o da un obiettore (se noti, difatti, non c’è nessun link all’autore o autori ma solo una menzione a fondo pagina: come se si vergognassero del loro prodotto)

  2. laragazzaconlavaligia says:

    quindi siamo d’accordo, scarso dal punto di vista tecnico e dal punto di vista dei contenuti.

    Sai che ti dico? quasi quasi me ne rimango a Bruxelles a vedermi i Veronica Falls all’AC… e questo sì che è un sito da premiare: http://www.abconcerts.be/en/concerts/p/detail/veronica-falls-19-03-2012

  3. laragazzaconlavaligia says:

    ps in realtà la mia idea per il post era esattamente una dettagliata recensione, sulla falsariga di quello che scritto tu! ma sono troppo pigra e cialtrona per qualcosa di serio e strutturato : )

  4. Maiemi says:

    I know… :)
    (non è vero)

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