Del perchè viaggio da sola – 2

All’epoca di quell’ultima vacanza in compagnia avevo già avuto alcune esperienze di viaggio in solitaria: Bruxelles, Irlanda, Istanbul. Ed erano state tutte estremamente positive. Così mi convinsi che la soluzione migliore per me era viaggiare da sola. Non mi spaventava più: mi ero già trasferita all’estero e avevo dovuto affrontare, in totale solitudine, una lunga serie di esperienze negative, tra cui disoccupazione e razzismo. Inoltre ero venuta a contatto con la realtà, sconosciuta in Italia, del gap year e seppur mi sentivo troppo vecchia (non tanto d’età ma di circostanze di vita) per fare quella particolare esperienza, volevo pur assaggiarne un boccone.

I due motivi principali per cui continuo a viaggiare da sola si possono riassumere con la parola “risparmio”:

1. risparmio energetico

organizzare un viaggio con altre persone è un’attività altamente stressante: richiede una notevole dose di pazienza e di capacità di sopportazione. E io la pazienza non ce l’ho più. Al contrario, organizzare un viaggio da soli è estremamente semplice: una volta che si decide cosa si vuole e quanti soldi si vuole spendere, si prenota, senza attendere le ferie, le lune, le mestruazioni o semplicemente i desideri volubili delle altre persone. Ho ricordi atroci di quando ci si doveva mettere d’accordo con le amiche… se ci penso mi vengono ancora gli incubi di notte e le ulcere di giorno. Sempre a rimandare il giorno in cui si trova per deicidere, e quando finalmente ci si trova non sanno cosa vogliono, però non accettano mica le proposte di chi invece le idee ce le ha. E puo’ essere che alla fine nonostante si faccia ciò che vogliono loro sono insoddisfatte, e ovviamente il muso te lo tengono anche DURANTE la vacanza: sicchè invece di farsi delle belle risate a cuor leggero, si manda giù nervoso pure in ferie. Mai più.

2. risparmio di denaro

l’italiano medio non viaggia al risparmio. Al prezzo preferisce sempre la comodità. Esempi tipici sono il rifiuto di stanze prive di bagno e la facilità nel prendere i taxi anzichè gli autobus. Il che fa salire notevolmente il budget delle vacanze. Viaggiando da sola, invece, scelgo l’opzione che preferisco, e per quanto mi riguarda è sempre il prezzo. Dormo anche in stanze da 12 persone, senza bagno, vado a piedi o al massimo in autobus (e se ci sono più autobus non scelgo il più veloce ma il più economico), riduco i pasti al ristorante sfruttando la cucina dell’ostello. Questo per fare solo alcuni esempi.

Il terzo motivo che mi spinse a viaggiare da sola si riassume in “vita notturna”. Troppe volte nel corso delle vacanze con le amiche è capitato che l’uscita serale prevista come “seratona”, l’highlight della vacanza, quella notte in cui si va dappertutto e si fa di tutto, si sia esaurita in una cena e mojito o cena o birretta o cena e basta. Eh sì, gli italiani, maschi e femmine, hanno la stanchezza nel DNA e una curiosa allergia alla vita notturna*, per cui non è per nulla raro tornare in albergo all’una o giù di lì, quando persino a Dublino i locali sono ancora aperti. Invece a me la notte piace, mi piace la musica e mi piace ballare, mi piace bere e mi piace conoscere gente. Che importa se sono amici che spariranno alle prime luci del mattino? Le amicizie di una notte non richedono legami, favori, attenzioni. E’ puro e sano egoistico divertimento.

E poi, c’è un quarto motivo, e questo è ciò che, secondo me, distingue un viaggiatore da un turista.

(continua)

* curiosità (se vi interessa…): proprio la stanchezza nel DNA e la curiosa allergia alla vita notturna degli italiani è il motivo principale per cui me ne sono andata dall’Italia.

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