Airbnb: la terza via dell’alloggio economico

Ovvero: come ho risparmiato 200 euro per dormire a New York.

Nei miei ultimi viaggi gli ostelli presso cui ho soggiornato si sono rivelati piuttosto deludenti in quanto a possibilità di conoscere altri viaggiatori. O poca gente, o troppe coppie, o solo weirdos che passavano le serate su Facebook. Nei casi più fortunati ho incontrato persone disposte a fare due chiacchiere, ma con cui non avevo nessuna comunanza di interessi.

La mia crescente insoddisfazione per questo tipo di situazioni mi ha portato a pensare che era giunto il momento di un cambiamento nel modo in cui viaggio. O meglio, nel modo in cui mi riposo.

La spinta decisiva è arrivata nel momento in cui ho iniziato a cercare un alloggio per New York. Mi è quasi venuto un infarto quando ho visto i prezzi degli ostelli. I più economici partivano da 40 euro tasse escluse. Alla fine avevo optato per un ostello che mi era stato fortemente consigliato da un’amica, dove lei aveva conosciuto persone interessanti. Ma pur trattandosi di un ostello della fascia più economica venivo a spendere 400 euro per 7 notti. Un salasso. Inaccettabile.

Sembrava arrivato per me il fatidico momento: couchsurfing. Se devo iniziare, meglio iniziare da un paese moderno, e di lingua inglese, no? Tanto per rendere l’approccio più soft. Sulla carta il couchsurfing mi entusiasma. Dormire gratis, non è fantastico? E poi uno si immagina sempre i couchsurfers come persone super aperte, che hanno viaggiato tantissimo, hanno un sacco di cose da dire, che ti daranno tutte le dritte per evitare la trappole turistiche. Un’esperienza couchsurfing dunque mi sembrava fondamentale per ampliare le mie possibilità di viaggio, e le mie abilità di viaggiatrice low cost.

Ma c’è un ma. Se mi attira in linea teorica, il couchsurfing non mi entusiasma nelle sue modalità pratiche. E non per una caratteristica intrinseca del couchsurfing, ma per una caratteristica intrinseca mia: non amo essere ospitata. La mia prof di italiano diceva che l’ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza, e per me è una grandissima verità. Aggiungici la mia timidezza, il mio non voler mai arrecare disturbo, il mio sentirmi sempre in debito con gli altri, mi sono vista in casa di questi oper minded sconosciuti a non sentirmi libera di fare ciò che volevo, di uscire e tornare a qualunque ora del giorno e della notte mi garbasse.

Aggiungici anche un’altra cosa. Se le persone con cui condividi la stanza in ostello non ti garbano particolarmente, hai sempre la speranza che nell’arco del tuo soggiorno ne arrivino di migliori. Ma se sei ospite di qualcuno, che speranze hai in un ricambio di facce?

Niente da fare, ancora non sono pronta per il couchsurfing. Ma quando mi stavo rassegnando a scucire i 400 euro per l’ostello, mi ha salvata un’informazione trovata all’interno di un racconto di viaggio pubblicato sul sito Markos.it. Io e l’autrice sembriano non avere nulla in comune, a giudicare da quel che scrive, ma valeva la pena visitare il link da lei consigliato. Parlava di stanze con buon rapporto qualità/prezzo, perchè non dare un’occhiata?

E così ho fatto, e su Airbnb.com in pochi minuti ho trovato la sistemazione che cercavo: un posto letto a 25 euro a notte, con la sola aggiunta di 20 euro per la prenotazione. Niente tasse.

Come funziona?

Airbnb è un sito di prenotazioni alloggi messi a disposizione da gente locale. Subaffitti per una notte, o qualche notte. La scelta di alloggi è davvero ampia: un posto letto in una stanza condivisa con altre persone (come ho scelto io), un divano in soggiorno (!), una stanza privata, un intero appartamento, case vacanze e persino soluzioni insolite come aerei, camper, treni, navi, ex conventi, castelli, mulini e molto altro. I prezzi variano molto a seconda dell’alloggio: nel mio caso è stato molto economico, ma se siete più esigenti in quanto a zone, comodità lusso, il prezzo sale. Mai, a quanto ho visto, più di quanto spendereste in un normale hotel. Con la differenza che non alloggerete in una struttura turistica tradizionale.

Per ogni stanza o struttura viene indicato chiaramente il prezzo. Al prezzo totale della struttura che avete scelto (posto letto/stanza/casa) dovete aggiungere una quota che va a Airbnb.com, spese amministrative o service fee o spese di prenotazione…bchiamatele come volete. Sono 20 euro nel mio caso. Totale prenotazione: 192, contro i 400 che prevedevo di spendere in un “tradizionale” ostello.

Perchè mi piace

Airbnb mi è subito piaciuto perchè combina le caratteristiche positive di ostelli e couchsurfing: prezzo economico e possibilità di conoscere gente. Con due vantaggi: mi lascia la stessa libertà che mi darebbe un ostello (pagando un prezzo, non mi sento “ospite”… certo il rispetto va sempre dovuto, non è casa mia, ma non mi sento in dovere di tornare entro una certa ora) e mi permette di vivere in una “vera” casa, con un residente del posto. Ovvero: prende il buono dell’uno e dell’altro.

Non più fonte di affanno, cercare la mia sistemazione a New York su Airbnb.com è diventata un passatempo piacevolissimo. Un passatempo di durata breve, in realtà, perchè non mi ci è voluto molto per trovare ciò che faceva al caso mio. Le recensioni dell’appartamento in cui andrò a soggiornare sono ottime, tutte di viaggiatori con voglia di conoscere altri viaggiatori per scambiare esperienze e consigli. Il proprietario viene descritto come una persona gentile e incline alla chiacchiera, l’atmosfera generale molto chill out. Sembra un terreno fertile per incontri interessanti. E nonostante il prezzo economico e una dichiarata tendenza al party mood, questa sistemazione sembra mantenere dei buoni standard di qualità. Dalle foto non ha per niente l’aria di una stamberga. L’arredamento è stato rinnovato di recente: c’è una buona probabilità di materassi comodi, un dettaglio a cui non prestavo attenzione nei primi viaggi ma più divento vecchia e più la qualità del sonno diventa importante.

Cos’altro mi piace di Airbnb

Andando più sul tecnico: ampia scelta di strutture, buona l’interfaccia grafica, esaustive le informazioni sulle strutture e su come funziona il sito, molto semplice la procedura di prenotazione. Il sito è disponibile in diverse lingue, tra cui l’italiano. Sulla qualità degli alloggi ancora non mi posso pronunciare visto che ancora non ho soggiornato, ma dopo la mia prima prenotazione mi sento di promuovere il sito a pieni voti. Vi farò sapere se sarà colpo di fulmine anche per Brett, il mio host a New York ; )

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