I 10 ponti della mia vita

C’è sempre un “momento ponte” in ogni mio viaggio, e spesso lo ricordo come uno dei momenti più belli del viaggio. Non so da dove nasca la mia fascinazione per i ponti. Certo non per quel loro significato simbolico, l’unire, mi sembra un’etichetta da marketing turistico. Mi affascina di più l’aspetto concreto, ingegneristico. L’idea che qualcuno abbia pensato e costruito questo qualcosa. Un qualcosa di enorme a volte, e pesantissimo, che però sta sù, a volte sospeso.

Non mi annoia mai starmene a guardare i ponti, o dai ponti. Sono due prospettive opposte e complementari. Mi piace guardarli dal basso, esaminarne i dettagli, stupirmi ogni volta di fronte a ciò che l’uomo è stato capace di costruire. Chissà, se rimango lì abbastanza a lungo il ponte inizia a parlarmi? Mi può raccontare di chi lo attraversa, dei loro sogni, della loro noia quotidiana nel percorso verso l’ufficio, del batticuore di chi sta andando al primo appuntamento, della solitudine di chi cammina solo non per scelta, dell’euforia alcolica del sabato sera, della disperazione, della speranza, della vita in tutte le sue forme. I fiumi scorrono, i ponti stanno fermi. Li preferisco di notte, o al tramonto, o al mattino presto. Quando c’è meno rumore.

Quella che segue non è una lista dei più bei ponti al mondo, dei più lunghi, dei più famosi, dei più antichi. È una lista dei ponti che, per motivi diversi, ho più amato nella mia vita. Se siete viaggiatori emotivi che si lasciano ispirare da motivi del tutto random, questa lista può offrirvi degli spunti da tenere a mente per i prossimi viaggi/vacanze.

1. Ponte Molino, Padova

Ponte Molino, Padova - foto di Giorgio Galeotti

foto di Giorgio Galeotti

Inizio dal ponte di casa, la prima casa, prima che me ne andassi dall’Italia. Un ponte che ho attraversato innumerevoli volte: per andare al lavoro, per andare a lezione, per andare a ricevimento dal prof. Gian Piero Brunetta, per andare a mangiare uno dei migliori kebab di Padova, per andare alla mia prima lezione di danza classica alla veneranda età di ventiquattro anni. Non lo attraverso da almeno quattro anni, e credo che la prossima volta che mi capiterà di farlo piangerò come una fontana.

2. Tower Bridge, Londra

Londra è una città colpevole, sì, colpevole di avermi fatto desiderare di andarmene dall’Italia. Il grande sogno della mia adolescenza, la meta a cui ambire. E poi, a 18 anni, il luogo in cui ho capito cosa significava diventare adulti (ma lo sono diventata molti anni dopo), e il luogo da cui sono tornata piangendo, come un’innamorata che lascia la persona amata. Ma perchè mai dovresti lasciare la persona che ami? A volte devi. Abbiamo fatto pace circa dieci anni dopo, io e Londra, quando ho deciso che casa è Dublino, e Londra è diventata per me la capitale d’Europa, la città che non dorme, la città dove non ci si annoia mai. Così la (mi) voglio ricordare, giovane ed entusiasta. Come la prima volta che ho attraversato il Tower Bridge, pesavo 43 kg vestita: vista su quel ponte imponente ero solo un minuscolo puntino, ma mi sentivo al centro del mondo.

3. Rainbow Bridge, Tokyo

Il mio indiscusso numero uno, saldamente al top della classifica del cuore. Se c’è qualche manga-maniac in ascolto, questo è il mio Eden of the East.

Vista notturna dal Rainbow Bridge, nel quartiere Odaiba di Tokyo

4. Brooklyn Bridge, New York

Forse il ponte per antonomasia dell’immaginario collettivo. Turistico, turisticissimo, ma secondo me va visto. Magari dal basso.

Ponte di Brooklyn, nuvole e bandiera americana

5. Ponte di Brankov, Belgrado

ponte di Brankov, Belgrado, Serbia

Toccava farlo a piedi nelle serate del Beer Festival perchè si faceva prima che in autobus, o forse perchè a noi piaceva così. Lo confesso, a me piaceva, e molto. Di notte però.

6. Ponte di Rialto, Venezia

Non può mancare Venezia in un post sui ponti, e non perchè Venezia è la città dei ponti, ma perchè sono veneta. Ne scelgo uno, il più famoso, uno per tutti. Mi ricorda il Carnevale, una di notte, freddo porco e tutti ancora fuori a bere (perchè avevamo perso l’ultimo treno e toccava aspettare il primo del mattino). Non sono tornata a Venezia da quando ho lasciato l’Italia, l’ho rivista al cinema in Don’t Look Now (titolo italiano A Venezia… un dicembre rosso shocking. Sigh) e m’è venuta una nostalgia maledetta. Venezia non è semplicemente bella.È unica. E non esiste una Venezia del Nord o una Venezia asiatica, Venezia è Venezia. Punto.

7. Craigavon Bridge, Derry

Craigavon Bridge, Derry, Irlanda del Nord

Per due settimane soltanto ho attraversato questo ponte tutti i giorni per andare dalla mia casa nel Waterside alla scuola di lingue in centro città. Poi mi sono trasferita nel Bogside e potevo andare a scuola a piedi senza attraversare alcun ponte. Ma il ponte a due piani è rimasto un’icona dei miei indimenticabili tre mesi a Derry.

8. Queen’s Bridge, Belfast

Un ponte che mi è rimasto nel cuore per una di quelle cose di cui su questo blog non si parla. Sei anni fa, sembra appartenere a un’altra vita.

foto di Jonny McKee

9. Rama VIII bridge, Bangkok

La vista sull’imponente ponte Rama VIII di notte dall’ostello Phiman Water View mi ha tolto il fiato, e mi ha fatto perdutamente innamorare dell’Asia.

10. Sean O’Casey Bridge, Dublino

ponte Sean O'Casey, Dublino

Termino con un altro ponte di casa, il mio ponte preferito nella città in cui ho scelto di vivere. Perchè è il mio preferito? Per imprinting. È il primo ponte che ricordo di aver attraversato a piedi nel primo giorno in cui sono stata a Dublino, un anno prima di trasferirmi.

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Comments

  1. Laura says:

    che bel post :)

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