Viaggiare lento: è possibile se si lavora?

Il viaggiare lento è un concetto che mi sta molto a cuore. Non ne esiste una definizione, non è un marchio*: è solo il modo in cui io, come molte altre persone, intendo il viaggio.

Il viaggiare lento come modo di intendere il viaggio sembra essere una prerogativa dei viaggiatori a lungo termine. Ma su questo io dissento in maniera categorica. Backpacker, viaggiatrice zaino in spalla per lunghi periodi, non lo sono mai stata per due semplici ragioni:

  • non viaggio mai con lo zaino. Odio avere un carico pesante sulle spalle (fossero anche solo un paio di chili, è già pesante per me), mi ricorda gli anni bui della scuola. Preferisco di gran lunga trascinarmi dietro un trolley.
  • non ho ancora viaggiato per periodi lunghi. Dico sempre di volerlo fare, e son convinta che un giorno lo farò, ma la verità è che alla data di oggi non l’ho ancora fatto!

Ho applicato però i principi del viaggiare lento, tipico dei backpacker, a tutti i miei viaggi, che hanno in genere la durata di una-due settimane, e con questo mi sento di dire che chiunque può essere un viaggiatore lento. Il turista mordi e fuggi è interessato ad arrivare in un luogo per scattare foto e poter così dire di esserci stato. Il viaggiatore lento ha poco interesse a vantarsi dei luoghi visitati: preferisce godersi il qui ed ora. Questa tipologia di viaggio ci porta più a contatto con la realtà locale, permettendoci di andare oltre gli itinerari classici proposti dalle agenzie di viaggio e di scoprire angoli nascosti, locali e soprattutto persone.

È chiaro che chi ha solo due settimane di tempo non può fermarsi in un luogo quanto chi per il proprio viaggio ha a disposizione mesi, o addirittura un tempo indeterminato. Ma sì, si può impostare la propria modalità di viaggio sul “viaggiare lento” anche avendo a disposizione due settimane.

Perché? Perché, ripeto, per me il viaggiare lento non è una questione di tempi ma di modi.

Come? Semplice: riducendo il numero di mete da visitare in modo da trascorrere più tempo in ciascuna di esse.

ESEMPIO: VIAGGIARE LENTO IN IRLANDA

L’esempio classico che faccio è quello dell’Irlanda, paese che conosco molto bene visto che ci ho vissuto per otto anni e l’ho visitata in lungo e in largo.

Tipico del turista italiano è prenotare una settimana di ferie in Irlanda e spostarsi ogni giorno da una località a un’altra per riuscire a vederne quante più possibili. In effetti in una settimana è possibile girare tutta l’Irlanda da nord a sud, e questo è quello che fanno molti turisti, col risultato però di trascorrere la maggior parte della loro vacanza in auto.

Itinerario classico del turista italiano che noleggia l’auto: da Dublino a Kilkenny, da Kilkenny a Cork, da Cork al Ring of Kerry, dal Ring of Kerry alle scogliere di Moher, dalle scogliere di Moher a Galway, da Galway al Connemara, dal Connemara a Dublino. Che stress! Ogni giorno in macchina, ogni giorno la sveglia per riuscire a lasciare la stanza prima dell’ora del check out, ogni giorno guardare l’orologio per vedere se si è in tempo.

Scusate, sveglia in vacanza tutti i giorni? NO GRAZIE. Preferisco di gran lunga visitare tre-quattro località anziché sette e fermarmi in ciascuna più di un giorno.

Ecco un esempio di itinerario viaggiatore lento di una settimana in Irlanda. Non ti serve nemmeno la macchina!

ALTRI ESEMPI: VIAGGIARE LENTO A LISBONA E IN VIETNAM

Alle capitali europee tocca una sorte infame: quella di venire relegate alle visite del weekend, al massimo un weekend lungo.

Questa sorte infame tocca anche Lisbona, città meravigliosa in cui perdersi è un incanto. Io mi ci sono fermata otto giorni e ho trovato cose da fare per tutta la durata della mia vacanza, senza mai annoiarmi. Per esempio sono andata due volte a Sintra, a cui la maggior parte dei turisti dedica un giorno soltanto. Ci sono tornata perché il proprietario dell’ostello presso cui soggiornavo mi ha consigliato un palazzo che non avevo avuto il tempo di visitare: la meravigliosa Quinta do Regaleira. E visto che dovevo tornare a Sintra, ho aggiunto una piccola deviazione per Cabo da Roca, il punto più a ovest dell’Europa continentale.

Tasca do Chico, locale fado a LisbonaMusica fado a Tasca do Chico, locale nel Bairro Alto di Lisbona. La prima volta che sono stata qui mi è piaciuto tantissimo. Fermandomi a Lisbona otto giorni ho avuto il tempo di tornarci!

Durante la pianificazione del mio viaggio in Vietnam ho prestato particolare attenzione alla scelta dei luoghi da visitare per non sovraccaricare il mio itinerario. Scremare è stata un’operazione dolorosissima perché il Vietnam offre veramente di tutto, mare, natura, trekking, cultura, ma il risultato finale è stato per me estremamente soddisfacente. Mi sono emozionata, mi sono riposata, ho fatto il carico di energia, ho chiacchierato con gente del posto e altri viaggiatori, ho imparato, ho visto.

Ho già pubblicato il mio itinerario di due settimane in Vietnam, vediamo qui cosa lo ha reso diverso da un tipico itinerario mordi e fuggi:

  • ad Halong Bay ho prenotato una crociera di due notti anzichè una, opzione scelta dalla maggioranza dei turisti. Chi sceglie la crociera di una notte di fatto passa ben poco tempo in barca: considera che il trasferimento Hanoi-Halong in bus occupa tutta la mattinata, e la mattina dopo dovrai già ripartire. Halong Bay è un posto incantevole immerso nella natura, lo si può apprezzare appieno solo senza fretta!
  • A Sapa mi sono fermata ben quattro notti. Un’esagerazione? Per me no. Il primo giorno ho visitato un villaggio vicino; il secondo e terzo ho fatto un’escursione con Sapa O’Chau; il quarto ho fatto una delle camminate più belle della mia vita di 26 km, passando in mezzo a diversi villaggi; il giorno successivo ho fatto un’escursione di mezza giornata con Sapa O’Chau e poi ho oziato a Sapa in attesa del bus per la stazione. Ho avuto tempo di visitare la cittadina di Sapa in lungo e in largo, fare spese al mercato, darci dentro col trekking, provare un massaggio vietnamita, fare conversazione con gente appena conosciuta, leggere, scrivere… Cosa fa invece la maggior parte dei turisti? Arriva a Sapa col treno notturno, si catapulta agli uffici di Sapa O’Chau dove tenta disperatamente di svegliarsi con doccia e caffè; alle nove, nove e mezza parte con l’escursione organizzata, torna il giorno dopo nel primo pomeriggio, aspetta negli uffici di Sapa O’Chau l’ora di prendere il bus. Un tour de force che lascia pochissimo tempo all’interazione con altri viaggiatori o gente del posto, poco alla visita (i villaggi visitati sono solo quelli inclusi nell’escursione organizzata mentre la cittadina di Sapa viene solo attraversata in fretta) e niente al riposo.
  • Nel Mekong Delta mi sono fermata tre notti e meno male, perché Can Tho mi è piaciuta veramente poco e se mi fossi fermata soltanto lì il delta per me sarebbe stata una delusione. Avere più notti a disposizione mi ha permesso di effettuare un’altra escursione che mi ha fatto innamorare del delta. Cosa fa invece la maggior parte dei turisti? Una notte sola o peggio ancora gita in giornata da Saigon: praticamente spendono la loro vacanza sull’autobus.

Come vi dicevo, il voler viaggiare lento ha comportato delle rinunce: qualche giorno di relax a Phu Qoc più tutta la zona centrale. Però se le avessi aggiunte avrei dovuto correre di qua e di là e non mi sarei goduta niente. Meglio poco ma buono!

VANTAGGI

I vantaggi di viaggiare lento sono innumerevoli ma riassumibili con “una migliore e più gratificante esperienza di viaggio”.

Il viaggiare lento è prendersi il tempo di visitare le attrazioni famose e quelle meno note, dormire la mattina se ci va, uscire a cena con gente conosciuta in ostello senza l’ansia di dover ripartire, modificare i  piani e perchè no? Concedersi un po’ di sano ozio.

Fermandosi più notti in una stessa città o paese si ha il tempo di tornare in un luogo in cui si è già stati. Magari si vuole tornare perchè lo si è trovato chiuso o ci piaceva particolarmente o lo si vuole vedere con luce diversa o con meno/più gente. Lo stesso dicasi per un bar o ristorante dal menu invitante o dall’atmosfera particolarmente calda e accogliente. Non è infrequente per me tornare in ristoranti o bar che mi sono particolarmente piaciuti, soprattutto quando il menu è così invitante che è difficile scegliere! Tornando si possono provare altri piatti del menu, come ho fatto all’Alter Fuchs di Salisburgo. Al Beach House di Mauritius, dove avevo gustato un’ottima cena, sono tornata per godermi il tramonto.

Soggiornando più notti in una stessa città o paese non ci si ferma alle prime impressioni, che talvolta possono essere ingannevoli. A me è capitato più volte, per esempio Belfast e Bangkok a prima vista mi hanno fatto schifo ma poi lentamente mi sono entrate nel cuore. Pure la mia amatissima Dublino alla mia prima visita mi è piaciuta ma non mi ha fatto battere il cuore.

Fermandosi più notti in una stessa città o paese si hanno più possibilità di conoscere gente, soprattutto se si dorme in ostello. Pensaci: magari arrivi di notte tardi e tutti stanno dormendo. Se riparti la mattina dopo, non avrai visto nessuno, parlato con nessuno; se invece ti fermi una notte o due ti capiterà sicuramente di scambiare due chiacchere con i tuoi compagni di stanza.

Serbia2013 173Un caffè a Belgrado. In una giornata di sole è bello sostare senza l’ansia di dover ripartire per la prossima meta!

SVANTAGGI

Personalmente non ne vedo nessuno. L’unica differenza sostanziale tra il “viaggiar lento” e il “viaggiare mordi e fuggi” è il numero di località che si riesce a visitare, ovviamente molto più basso nel primo caso. Dunque il “viaggiar lento” NON fa per te se pensi che viaggiare sia un modo per mettere quante più crocette possibili sulla lista di luoghi da vedere prima di morire. Se invece pensi che viaggiare sia provare emozioni, imparare, fare il carico di energia, “esperire”, allora lascia stare il mordi e fuggi e goditi il tempo che hai… poco o tanto, fanne il miglior uso!

*A onor del vero, “Slow Travel” è un marchio registrato. L’avrei brevettato io anni fa, se non fossi una nota cialtrona priva di qualunque spirito imprenditoriale (anche in campo associativo). Esiste anche Slow Tourism.

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Comments

  1. Andrea says:

    Ciao, sono d’accordissimo con te, il viaggiare lento è il mio mantra, non sopporto di fare tour de force per vedere quanto più possibile senza godersi, ad esempio, il sorseggiarsi molto lentamente una tazza di tè alla menta in piazza Jemaâ El Fna a Marrakech e guardare la gente passare, oppure passare un sabato pomeriggio spaparanzato sull’erba di Mauer Park a Berlino..sono le cose belle del viaggio, forse è per questo che viaggio sempre da solo :)

    1. laragazzaconlavaligia says:

      :)))

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