Del perchè non odio RyanAir

All’imbarco una lunga fila di persone attende di salire in aereo. Una ragazza tenta con fatica di spingere il suo bagaglio, palesemente troppo grande, dentro a un cesto che serve a verificarne le dimensioni. Con tono neutro, la hostess le dice che la valigia non rientra nelle dimensioni consentite e dovrà pagare per imbarcarla. Dal gruppo di passeggeri in attesa per l’imbarco si alza una voce dal tono sicuro in direzione della hostess: “Ovvio che è frustrata, cosa pretendi? Lavora per RyanAir!”. La hostess fulmina il passeggero con lo sguardo, visibilmente scocciata dalla sua arroganza. Per tutta risposta, il grassone si compiace di essere riuscito a darle fastidio. Anche le persone intorno a lui scoppiano a ridere, rumorosamente, e alla poverina che sta semplicemente facendo il suo lavoro non resta che far finta di niente e continuare i controlli. L’amico che mi racconta l’episodio pure si fa grasse risate. Oh, that was hilarious!

A me il racconto non fa ridere, al contrario mi ha urtato profondamente i nervi. Ecco l’ennesima stronzata su RyanAir che mi devo sorbire, ho pensato.

Viaggio con RyanAir dal 2006. In dieci anni ne ho presi un bel po’ di aerei, e la maggioranza di questi era RyanAir. In molte occasioni si è trattato di una scelta obbligata, vuoi perchè la tratta che mi interessava non era servita da altre compagnie, vuoi perchè gli orari delle altre compagnie non mi andavano bene, vuoi perchè altre compagnie erano notevolmente più costose. In dieci anni di viaggi RyanAir io non mi sono mai lamentata. Solo una volta ho pagato il sovrapprezzo per un eccesso di peso in valigia, e l’ho pagato consapevolmente perchè mi stavo trasferendo all’estero e quei due chili in più di roba mi servivano. Non ho mai preso “multe”. Sarà forse perchè ho sempre letto le email di conferma? Di contro, in dieci anni ho sentito uscire dalla bocca di altre persone ogni sorta di improperi, bestemmie, commenti sagaci (secondo loro, non secondo me) e prese per il culo su RyanAir, l’unica azienda al mondo a cui si rimprovera di pensare solo al profitto.

conferma prenotazione volo aereoSempre colpa di RyanAir

Un servizio Panorama su RyanAir esordiva con “è la compagnia aerea che amiamo odiare, ma non così tanto da non usarla più”. La prima persona intervistata dice: “non potrei permettermi di viaggiare se non usassi RyanAir”. Insomma, chi critica RyanAir sputa sul piatto dove mangia.

Ne ho sentite tante sulla RyanAir. Le battute più esilaranti (per chi le fa, non per me) riguardano in genere i soldi da pagare per i chili in eccesso o le carte di imbarco non stampate, lo shampoo da 1 litro buttato via ai controlli di sicurezza, l’amico “costretto” a sedersi lontano … tutte cose di cui uno viene avvertito prima di prenotare e poi tramite email. Ci sono anche queste chicche qui:

Non ci sono voli per Venezia questo Natale, ti rendi conto? Non è mica giusto! E noi adesso come facciamo a tornare a casa?

Francamente, quelli di RyanAir se ne infischiano. E fanno bene. Siccome RyanAir è un’azienda orientata al profitto e non un ente benefico, non è tenuta a farsi carico del problema sociale dei cervelli in fuga che vogliono tornare a casa per Natale a scafarsi di cibo.

Non mi fanno portare il cane

Che animali! Quelli di RyanAir, naturalmente, non il vostro delizioso cagnolino che moltissime altre compagnie – incluse compagnie nazionali molto più care – non vi permetteranno di far salire a bordo. Ebbene sì, a differenza di quel che fa credere un titolone su un importante sito italiano, non sono solo quegli stronzi di EasyJet e RyanAir a bandire gli animali dai voli.

https://pixabay.com/it/aereo-aeromobili-commerciale-744876/

E poi arrivò lei…

Come se non bastassero le sciocchezze che dovevo sentire da amici  o colleghi, mi sono imbattuta in questo articolo scritto da un noto personaggio della TV. La tizia è famosa per far satira e di solito è molto brava. A volte però non ci riesce. Non faccio il nome perchè non ho alcun interesse a parlare male di questa persona, che mai ho conosciuto in vita mia. Non ne critico nemmeno la professionalità. Ma non riesco proprio a digerire certe frasi che ha scritto: trasudano arroganza e ignoranza, una combinazione che scatena in me istinti primordiali di cannibalismo. Per esempio:

abusi molteplici che conoscerete: soldi che ti sfilano con ogni pretesto senza nessuna proporzione tra il problema e la pena pecuniaria

Non vedo abuso alcuno nel vendere legalmente prodotti e servizi. Sì, i chili in eccesso rispetto ai 15 che avete già pagato in prenotazione sono un servizio che vi danno: vi permettono di portare a bordo più di quel che avete prenotato. Se volete usufruire di questo servizio pagate, come si paga qualunque altro servizio disponibile sul libero mercato. Se non volete pagare, fate in modo che la vostra valigia non pesi più di 15kg. Altre compagnie vi consentono di portare a bordo più di 15 kg? Vero, ma quasi sempre vi costa meno acquistare un biglietto RyanAir più chili in eccesso che un biglietto di una compagnia nazionale (non low-cost, per intenderci).

ma questa è una multa non è un prezzo possibile e le multe le possono fare i vigili i tribunali non una compagnia privata.

Intanto, apprezzerei una virgola qua e là. Poi ribadisco che non stiamo parlando di multe ma di “servizi aggiuntivi”. Per i servizi base, tipo il posto a sedere sull’aereo o l’aria che respirate, non si paga nessun sovrapprezzo.

una rapina continua

Ancora?? Qualcuno si è mai sentito rapinato quando è entrato in un negozio e gli son stati chiesti dei soldi per acquistare un oggetto?

è mai possibile che sia lecito considerare le orecchie dei passeggeri come uno spazio pubblicitario libero dove strombazzare quello che vuoi?

Non nego che le continue sollecitazioni all’acquisto del personale di bordo RyanAir – e prima i cibi caldi, e poi le bevande, e poi le sigarette, e poi i profumi, e poi i gratta e vinci e poi e poi e poi – sia fastidiosa, ma fa parte delle politiche commerciali dell’azienda. Hanno deciso che sui loro voli vogliono vendere, e direi che fanno bene visto che nonostante tutte le lamentele sulle hostess che passano col carrellino i voli son sempre pieni di gente che spende soldi. Sì, la cabina è un loro spazio pubblicitario libero dove possono strombazzare quello che vogliono. Se non ti piace, vola con un’altra compagnia. Va anche aggiunto che il personale di bordo DEVE vendere il più possibile, perchè l’ammontare delle vendite è uno dei fattori in base al quale vengono giudicati. Io devo dire che a rendere un incubo i miei voli non sono mai stati hostess e steward ma i passeggeri. Gente che parla a voce alta senza alcun rispetto per gli altri. Gente che vuole sedersi su un posto diverso da quello che gli è stato assegnato. Gente che se potesse metterebbe nella cappelliera – gratis – anche la nonna. E non perchè questo fa parte del loro lavoro, ma semplicemente perchè sono maleducati.

io non credo che possa essere legale. Direi che lo è, sennò avrebbero chiuso baracca e burattini da un bel po’.

Un commento che lascia il tempo che trova. Il mondo è pieno di aziende che fanno cose illegali e ciononostante non chiudono baracca e burattini. Comunque sì, far pagare per un bagaglio a mano che non è delle dimensioni consentite o per non aver stampato la carta d’imbarco è assolutamente legale.

un cretino al microfono che si permette pure di imporci le sue battute un umorismo come quello che possono avere i secondini con i carcerati

Il cretino di cui parla è un povero cristo che deve sbarcare il lunario. Nessuno pretende da lui che sia un comico professionista. L’autrice dell’articolo, che per professione ha fatto ridere molte persone, magari non è preparata a gestire il panico di 200 passeggeri durante un atterraggio di emergenza. Ognuno ha le sue competenze: rispettiamole.

(l’unica che si alza nell’aereo pieno tutti coraggiosi come al solito)

Paladina della legge! Le manca solo la gonnellina e diventa Sailor Moon! Non le è venuto in mente che forse gli altri non sono dei cagacazzi come lei e non perdono tempo in queste minchiate?

già dall’inizio mi aveva colpito la sua variante alla formula classica. anziché: ” gli assistenti di volo vi mostreranno alcune norme di sicurezza”, “gli assistenti di volo vi mostreranno alcune norme di sicurezza che dovete ascoltare in assoluto silenzio”.

E il problema dove sta? Se hanno variato la formula classica, probabilmente è perchè i passeggeri facevano un tale casino che non si riusciva a sentire niente. Ricordo che anche se tutti le considerano delle mere formalità (o in maniera schietta, delle rotture di coglioni), le norme di sicurezza possono all’occasione giusta salvarvi il culo.

“io faccio il mio lavoro se non glie sta bene sa che cosa fa? la prossima volta prende un’altra compagnia”

Non il massimo della professionalità, ne convengo, ma data l’arroganza con cui è stato scritto l’articolo è possibile che con la stessa arroganza l’autrice dell’articolo si sia rivolta al personale di bordo. Il quale, comprensibilmente, ha sbottato.

quando gli ho chiesto il nome che credo sia obbligato dare,

Non so se per i voli è diverso, ma quando lavoravo al call centre mi era stato esplicitamente detto che non era tenuta a dare il mio nome e cognome. Di fatto, non ho mai dato il mio cognome a nessun cliente.

è una piccola cosa ma si comincia dalle piccole cose. E’ la prima cosa su cui siamo d’accordo.

Ma non sarebbe opportuno riservare la mobilitazione popolare a cose più serie?

Rispetto per i lavoratori, di qualunque compagnia

All’autrice dell’articolo di cui sopra vorrei dire un paio di cose:

1. Prima di lamentarsi dell’inglese altrui, cura il tuo italiano e i refusi, di cui l’articolo è pieno. (sì, anche i miei articoli son pieni di refusi ma non mi sono mai lamentata dell’inglese altrui)

2. Prova sulla tua pelle cosa vuol dire ***lavorare***, non per esprimere te stessa attraverso l’arte o per denuncia sociale o per una qualche altra “alta” ragione, ma per la bassa, umana, necessità di mangiare. Dimmi come ti senti dopo otto ore di un lavoro stressante, alienante, con orari massacranti, in cui sei stata trattata a pesci in faccia da gente come te che non ha alcun rispetto.

3. Finale dell’articolo, in maiuscolo eh (perchè le urla dello steward RyanAir son fastidiose ma il suo maiuscolo online non lo è mica): DIMENTICAVO OGGI SONO A OTRANTO A PRESENTARE DRAQUILA. Della serie RyanAir fa schifo, io invece sono una figa, venitemi a vedere. Mavvanfaculo, va’! E fammi il favore, vacci alla velocità di un Concorde.

Massima solidarietà invece ai lavoratori RyanAir, che come tutti quelli che lavorano a contatto col pubblico devono subire giornalmente ogni sorta di sopruso e umiliazione.

Italiani, non prendete RyanAir (o se lo fate, non lamentatevi)

Che gli italiani non sapessero viaggiare con RyanAir lo aveva già “scoperto” anni fa un tal Gabriele Massari in un suo popolarissimo post dal titolo Italiani, non viaggiate con Ryanair, non ne siete in grado!  L’avrò letto un milione di volte e ancora mi piscio addosso dalle risate. Semplicemente, riassume tutto ciò che io penso sui passeggeri della compagnia low cost più famosa-famigerata al mondo.

Il punto fondamentale è questo: RyanAir è una compagnia low cost, basa tutta la sua politica commerciale sul prezzo, non ha mai voluto attrarre clienti con la prospettiva di un viaggio comfortevole o lusso. Comfort e lusso si pagano: se questo è ciò che volete, è un desiderio assolutamente legittimo però allora volate con altre compagnie. Se invece volete spendere poco, scegliete RyanAir e accettatene le limitazioni. Il patto è chiaro: costa poco, dà poco. Non ci sono altre compagnie per la tratta che vi interessa? Non è con RyanAir che vi dovete lamentare. Se ancora non fosse chiaro, ricordo che non è un ente benefico e non ha a cuore i problemi dell’umanità ma solo il bilancio annuale.

Per finire vi svelo un segreto confidatomi da un ragazzo che fa il corso pilota e ha già un tot di ore di volo sul curriculum: ai piloti stanno sul cazzo gli imbecilli che applaudono dopo l’atterraggio. Quindi fate un bene all’umanità: state zitti, rimanete seduti e tenete la cintura allacciata fino a quando si spegne il segnale luminoso. Quando si è spento, alzatevi con calma, prendete il vostro bagaglio dalla cappelliera e andatevene in santa pace. Se vi riesce, fate un sorriso alla hostess mentre uscite.

https://pixabay.com/it/aeroporto-aereo-ryanair-basso-costo-746174/PS

Io ce li ho dei miei personali dubbi su RyanAir. Non riguardano i panini in vendita in cabina o i soldi da pagare per portarmi in vacanza 10 paia di scarpe in più rispetto a quel che mi serviva. Riguardano la sicurezza e i diritti dei lavoratori. Da nessuno di quelli che fanno i simpaticoni con i dipendenti RyanAir (leggi: prendono per il culo) ho mai sentito fare un discorso serio su queste tematiche. Della serie, ciò che conta è solo spendere poco. Se poi l’aereo rischia di non avere abbastanza carburante per atterrare, chi se ne frega?

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Comments

  1. catia says:

    il “bello” del mercato in concorrenza è che offre all’acquirente più possibili offerte e fornitori. d’altronde se vuoi un paio di scarpe… c’è l’imbarazzo della scelta
    indubbiamente ryanair ha cambiato il modo di viaggiare, prima dell’epoca delle compagnie low cost era molto più costoso volare, in molti lo vedevano come un lusso (ricordo le ciabattine e altre cianfrusaglie che mio cugino si portò dal viaggio in canada quando ero una bambina)
    ryanair, ma non solo lei, ha eliminato le cianfrusaglie non indispensabili, a molti ha insegnato a viaggiare più leggeri (quante volte ci siamo portati un valigione di vestiti e ne abbiamo usato solo una parte?)
    se le critiche riguardano i servizi di “lusso”, le cianfrusaglie, beh… si può prenotare benissimo un volo con una qualsiasi compagnia di bandiera. non è obbligatorio farlo con una low cost, e si sa, i lussi costano
    per quanto riguarda lavoro e sicurezza… un amico che ha lavorato per varie compagnie ed ora è in ryanair… beh ora si trova molto bene, i turni sono definiti e non assurdi come altrove. da quando un pilota tedesco ha deciso di schiantarsi su una montagna è obbligatorio che in cabina non rimanga mai solo una persona… in ryanair era obbligatorio ben prima come regola interna

  2. giovanni says:

    tutto giusto ma se ry ha recentemente cambiato le proprie politiche, beh un fondo di verità c’è

    1. laragazzaconlavaligia says:

      sulle condizioni di lavoro credo che solo chi ha lavorato per RyanAir ci possa dire qualcosa di attendibile. Sulla sicurezza anche, ma forse le cose veramente importanti ai dipendenti non vengono dette.

      Se hai notizie in più Giovanni scrivile pure, è giusto farle circolare.

  3. Marco says:

    Mi complimento per la chiarezza e l’onestà del tuo articolo.
    Io viaggio dal 2001 con ryanair, un bagaglio imbarcato perso e mai restituito non mi hanno fatto gridare al boicottaggio però ti segnalo che in questi giorni di transizione nel passaggio al bagaglio a mano imbarcato in stiva a meno di non pagare un extra la compagnia sta applicando una metodica arbitraria lasciando ai soli primi 90 passeggeri imbarcati( priority esclusi) la Possibilità di portare in cabina il bagaglio, una valigia non è una lotteria per i primi arrivati. Mi sembra ridicolo tutto ciò.
    Un saluto.
    Marco

    1. laragazzaconlavaligia says:

      Anche a me questo cambio ha lasciato un po’ perplessa, è evidente che è stato fatto ad un unico scopo, appunto quello economico. Non c’è però pericolo di arrivare all’aeroporto e trovare sorpresine perché RyanAir manda una mail chiarissima in cui è evidentissimo che son cambiate le regole. Io l’ho scoperto proprio così, non ne sapevo nulla. Ho deciso di pagare i 6 euro del secondo bagaglio a mano per evitare la multa da 50 euro. Personalmente se me lo imbarcassero gratis non me ne fregherebbe niente. Cmq mi sa che ci scriverò un post per spiegare tutto bene.

      grazie del tuo commento!

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