Diario #1

Sono stata a casa di mia madre  recentemente e ho trovato un vecchio diario segreto che scrivevo nel 2006. Mi stupisce constatare che, frivolezze sentimentali a parte, molto di quel che pensavo allora lo penso ancora. Credevo di essere cambiata completamente in dieci anni, invece ci sono nella mia vita delle costanti: pensieri, ideali, desideri che mi caratterizzano. Il viaggio, per esempio.

Provo molta tenerezza per quei miei scritti ingenui, e da qui a settembre voglio proporvene alcuni dedicati alla costante della mia vita che è argomento di questo blog. Il viaggio, appunto.

binari del treno

In viaggio

Il fascino indefinibile degli alberghi. Lo stesso degli aeroporti, delle stazioni, forse anche dei porti. Non-luoghi, dove migliaia di vite ogni giorno fanno una breve tappa, per (ri)mettersi in viaggio, per andare chissà dove, per vivere. O sopravvivere, a seconda della storia di ciascuno.

Mi affascinano questi non-luoghi, testimoni di migliaia di storie che mai potranno raccontare. Passo le ore di attesa, che a volte sembrano interminabili, a guardare le persone. Leggono il giornale, sbuffano, mandano messaggi al cellulare (eccezionale antidoto contro la noia, sempre che sia attiva l’Infinity Sms…), bevono disgustosi succhi di frutta pagati a un prezzo esagerato. I fidanzatini si danno un bacio, distratto o annoiato: antidoto contro la noia gratuito quanto l’Infinity Sms. I businessmen prendono importanti decisioni al telefono. Ma come fanno a sentirlo? mi chiedo. Io non chiamo nemmeno i miei amici: mi dà fastidio parlare con un tal rumore di sottofondo. Facce nervose, arrabbiate, sorridenti, stanche, innamorate, speranzose, inespressive. Mi chiedo cosa c’è dietro a quelle facce. Vite. Adoro guardare il flusso della vita. Adoro pensare che la vita è un flusso.

Il movimento è la vita per me. Sono una persona in continuo divenire, e stare ferma mi uccide. Quando mi fermo, ecco, è allora che mi prende il tedio, quella “sensazione di tormentosa stanchezza interiore e disinteresse nei confronti della vita propria e altrui” (così lo definisce il dizionario). Uscire dalle sabbie mobili è uno sforzo che sembra impossibile da affrontare. Ripartire è il momento più difficile. Quando sei in viaggio, anche se ti sembra di non avere più forze, vai. Continui a camminare anche se i piedi ti fanno male. Rimani in aeroporto ad aspettare il tuo aereo anche se muori dal sonno, e l’aria condizionata è troppo alta e sai che avrai maldigola per due settimane. Rimani in stazione anche se l’afa è soffocante, e il tuo unico desiderio è una doccia fredda. Se ti fermi, il viaggio è finito. Invece vuoi andare avanti.

 

 

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