Imparare l’inglese non è difficile

Io ormai pensavo che, almeno tra i giovani, la lingua inglese non fosse più quello spauracchio che terrorizzava noi nati negli anni ’70-’80, noi sfigati che per vedere un film in inglese dovevamo aspettare che uscissero in edicola le videocassette The English Movie Collection della De Agostini. Era economicissimo il primo numero, un po’meno il secondo e poi un salasso tutte le altre uscite. Infatti non conosco nessuno che sia andato oltre la seconda videocassetta.

Mi sono però resa conto che anche oggi, nonostante le serie televisive americane e mille altri modi gratuiti per ascoltare e parlare inglese, sono tante le persone, di tutte le età, convinte che imparare l’inglese sia difficile. Ricevo email e messaggi di persone che mi chiedono come fare per imparare l’inglese e quasi tutte dicono di essere terrorizzate, di trovarlo ostico o semplicemente di odiarlo.

Ora, se odiate la cultura anglosassone e proprio non vi va di studiare l’inglese ma vi tocca farlo per qualche motivo pratico (un concorso pubblico, un’offerta di lavoro…) non ci posso fare niente. L’unico consiglio che vi posso dare è di fare necessità virtù, smettetela di ripetervi che l’Inghilterra vi fa schifo e gli inglesi sono tutti stronzi: magari è anche vero, ma a voi l’inglese vi tocca studiarlo lo stesso. Meglio focalizzarsi sulle cose positive. Magari questi stronzi inglesi hanno anche dei lati divertenti, no? :)

Negli altri casi, quando cioè si ha voglia di imparare ma si teme di non riuscirci, vi posso tranquillizzare. L’inglese ha una grammatica davvero semplice rispetto ad altre lingue, italiano compreso, per cui la difficoltà più grande è quella di superare la paura di non farcela. Fatto questo, lo studio diventerà più semplice e più gratificante.

Ve lo ripeto con altre parole, casomai il messaggio non fosse stato chiaro. L’inglese vi risulta ostico perché voi pensate che sia ostico. La verità è che una delle lingue più facili che si possano studiare.

Chiariamolo subito: quando dico che imparare l’inglese non è difficile non intendo dire che sia una passeggiata. Imparare una lingua straniera, qualsiasi lingua, richiede tempo e impegno. Ma non è impossibile.

simboli di Londra

Perché imparare l’inglese è facile

Ve lo ripeto ancora, tra tutte le lingue straniere che si possono imparare l’inglese è una delle più facili. Credetemi, è così. So che penserete “vabbè, tu hai vissuto 8 anni in Irlanda, grazie tante che lo sai…” ma non sono le mie vicende personali a farmi dire che imparare l’inglese sia facile, sono proprio le caratteristiche di questa lingua.

Seguitemi in questo ragionamento. Voi pensate che l’inglese sia molto più difficile dell’italiano. Vi sembra una lingua contorta, complicata. Ok. La verità è che è una lingua molto più logica e razionale di quella italiana e pure molto più pragmatica. Le eccezioni alle regole in inglese sono poche, al contrario dell’italiano dove le eccezioni sono forse più delle regole!

Ora facciamo un confronto tra voi che dovete imparare l’inglese e un inglese che deve imparare l’italiano.

  • Voi dovete impararvi 3 articoli (a, an, the), l’inglese se ne deve imparare 11 (il, lo, l’, la, i, gli, le, un, uno, una, un’).
  • Per tutti i verbi al presente dovete solo ricordarvi di mettere una s alla terza persona singolare. L’inglese deve impararsi le coniugazioni dei verbi in -are,  -ere, -ire, con forme verbali che sono tutte diverse nelle varie persone singolari e plurali.
  • Per i verbi al passato dovete solo mettere un suffisso -ed. L’inglese deve impararsi le coniugazioni dei verbi in -are,  -ere, -ire (vedi sopra) e anche capire perché alcuni gli dicono “Dieci anni fa andai a Roma” e altri gli dicono “Dieci anni fa sono andato a Roma”.
  • Voi dovete imparare la sequenza soggetto-verbo-complemento e ricordarvi sempre di mettere il soggetto. L’inglese deve imparare quando e perché a volte il soggetto viene prima del verbo, a volte viene dopo, a volte non c’è proprio (voi lo sapete perché)?
  • Voi dovete imparare il subjunctive, usato in rarissimi casi e come ogni tempo/modo verbale inglese con pochissime o nulle variazioni tra le varie persone; lui si deve imparare il congiuntivo italiano, così complicato che lo sbagliano pure gli italiani madrelingua.

Ecco, questi sono solo alcuni esempi di quanto sia più facile imparare l’inglese rispetto ad imparare l’italiano. Ah già, dimenticavo: sì, ci sono i verbi irregolari in inglese, e ci sono pure in italiano quindi non vale come scusa per non studiare l’inglese!

ragazza che studia inglese

Come rilassarsi e iniziare a studiare inglese con facilità

Ormai spero di avervi convinti: la difficoltà ad imparare l’inglese è solo culturale. Siccome è una lingua diversa, con strutture diverse, allora è difficile. Vi siete convinti di questo nella vostra testa, e se continuate a pensarlo effettivamente studiare inglese per voi sarà un inferno, vi sembrerà di non capire niente e arriverete a pensare che corsi, lezioni private o studio da soli siano solo tempo perso.

La cosa più importante da fare quando si vuole imparare una lingua straniera, inglese o altra, è di mettersi in un atteggiamento di umiltà. Sì, umiltà: smettetela di pensare che l’italiano sia la lingua “giusta”, che l’italiano è facile e le altre sono complicate. Le altre sono complicate perché non le conoscete, ma per chi le parla sono facili esattamente come per voi è facile l’italiano.

La seconda cosa importantissima da fare è mandare a quel paese la paura. Viviamo in una società che ci vuole sempre al top, che recensisce ogni nostra azione, che ci pressiona per vincere premi e award. Questo crea solo tantissimo stress, ci rende schiavi dell’ansia da prestazione, pensiamo continuamente che gli altri son bravi e noi no. CAZZATE. Siamo tutti esseri umani e tutti possono imparare l’inglese.

Ci sono persone naturalmente portate all’apprendimento delle lingue, queste in poco tempo raggiungono risultati che altre potrebbero non raggiungere manco in tre anni di studio. Ma non dovete farvi scoraggiare dai confronti con gli altri. Voi siete voi, e ce la farete. Perché lo volete, perché non vi mettete addosso l’ansia del “non son capace” e perché questo articolo vi ha convinti che imparare l’inglese non è difficile :)

imparare l'inglese

La vera difficoltà dell’inglese: la pronuncia

Dopo tutto questo bel discorso, devo darvi ragione su un punto: la pronuncia inglese è difficile. Ebbene sì, purtroppo è vero: la pronuncia inglese è “bastarda” perché non segue delle regole precise, o almeno non regole facilmente individuabili e memorizzabili, quindi risulta ostica da imparare.

Non c’è scampo, l’unico modo per imparare la pronuncia inglese è la pratica. Fate tantissima pratica d’ascolto, ascoltate, ascoltate, ascoltate, e POI fate tantissima pratica di pronuncia. E invece di incazzarvi e inveire contro gli inglesi ricordatevi quanto siete fortunati a non dover essere costretti a imparare una lingua tonale, cioè una di quelle in cui per ogni sillaba ci sono diverse tonalità che possono completamente cambiare il significato della frase!

Altra critica che sento spessissimo rivolgere alla lingua inglese è quella delle inflessioni dialettali. “Eh ma cambia completamente da zona a zona!”. Beh, gli accenti e i regionalismi non sono una prerogativa di quei “cagacazzi” degli inglesi.

Provate a far pronunciare la stessa frase in italiano a un ligure, un lombardo, un veneto, un romagnolo, un toscano, un romano, un napoletano, un pugliese, un siciliano e un sardo e ditemi se la pronuncia era esattamente uguale.

Se mi dite di sì mi viene il dubbio che il test l’avete fatto fare a degli studenti di teatro appena usciti dall’ora di dizione. Le persone nella vita reale colorano sempre il loro parlato di inflessioni dialettali, più o meno accentuate.

Ti è piaciuto quest'articolo? Condividilo! Facebooktwitter

Comments

  1. Semisto says:

    Non credo che l’inglese sia una lingua facile anzi forse è una delle peggiori del mazzo. Ok, la grammatica è semplice ma con la pronuncia le cose sono molto peggiori di quanto scrivi. La mancanza di correlazione fra forma scritta e pronuncia la rende una pessima lingua franca visto che si deve fare un doppio sforzo per apprenderne il lessico: uno per lo scritto e l’altro per l’orale. Cosa aggravata dal fatto che molto spesso non vi è relazione fra sostantivo e relativo aggettivo visto che molto spesso uno è di origine germanica e l’altro latina. Esempio moon e lunar o tooth  e dental. Veniamo poi ai suoni. Quanti suoni ha la lingua inglese? Una cinquantina. Quanti vocali ha la lingua inglese e quanto sono simili fra loro? Ben 12 e tanto simili da essere inintelligibili per un italiano abituato alle sue belle vocali tutte ben distinte. Ci vorrebbe un corso base di fonetica articolatoria per venirne a capo. Altro problema con la pronuncia: è stress-timed. In italiano abbiamo la sillaba come unità base, gli inglesi invece pronunciano chiaramente solo le parti con accento tonico biascicando e “mangiando” il resto. Inoltre è una lingua piena zeppa di espressioni idiomatiche e piena di omofoni. Di lingue oggettivamente più semplici da imparare ce ne sono a bizzeffe, per esempio amici mi hanno detto che l’olandese ha la stessa semplicità della grammatica inglese ma in più una pronuncia regolare e non stress-timed. Oppure la sua versione ancora più semplificata: l’afrikaans. Lo spagnolo è una pacchia per gli italiani vista la somiglianza grammaticale. Vero, come tutte le romanze, rispetto all’inglese la grammatica è più complicata ma con pochissime irregolarità e la pronuncia è una pacchia. Eppoi una lingua va valutata nel complesso e non solo per la grammatica. Lo Swahili, altra lingua con grammatica semplicissima e  pronuncia regolare. Se poi vogliamo parlare del top della semplicità sia di grammatica che di pronuncia perché non parlare dell’esperanto? Inglese vs Esperanto non c’è partita quanto semplicità. In sintesi poteva andare molto peggio ma anche molto meglio. E senza un certo masochismo linguistico pro inglese forse ai piani alti si potrebbe cominciare ad intavolare un discorso serio e razionale sulla questione lingua franca, prima che la Cina diventi potenza economica preponderante e ci costringa tutti a imparare ideogrammi e toni.

    1. laragazzaconlavaligia says:

      personalmente non concordo con quasi niente di quel che hai scritto, ma è un confronto tra opinioni diverse è sempre benvenuto.

    2. Greta says:

      Scusami ma non sono assolutamente d’accordo con niente. Rispetto al massimo la tua opinione, ma anche per esperienza personale l’olandese e l’afrikaans sono peggio. L’inglese invece è facile da imparare, è solo questione di ricordare la pronuncia di certe parole.

  2. Fanta Antony says:

    L’inglese è una lingua completamente diversa,sono stufo di sentire idioti che voglion far credere a tutti “è facilissima,basta che guardi 4 film idioti su youtube e un pò di musica”….a mio parere l’ideale rimane immergersi completamente in inghilterra 24h su 24h e si possono avere delle speranze di imparare ma le persone “comuni” si annoiano a stare ore ed ore su libri o film,infatti,la maggior parte dei corsi sono veramente fallimentari,non è come quando si è piccoli che ci si diverte con i cartoni e mamma e papà ti stimolano continuamente,quindi,smettiamola di scrivere cazzate!!!
    I FONEMI SONO DI PIU E GLI ITALIANI FANNO FATICA A SENTIRLI TUTTI
    In italiano abbiamo 30 fonemi, in inglese 44. Ciò significa che il nostro cervello si è specializzato su 30 suoni che hanno un preciso “posto” nella lingua ed un valore distintivo, mentre il cervello di un inglese ne percepisce almeno 44.
    Alla nascita tutti i bambini potenzialmente percepiscono tutti i suoni di qualsiasi lingua del mondo, ma mentre cresciamo il nostro cervello di specializza sui suoni della propria lingua e quando incontra suoni simili li assimila al suono piu vicino tra quelli in cui si è specializzato.
    Facciamo un esempio, se noi sentiamo parlare un italiano che viene da una altra regione, che pronuncia per esempio le vocali in modo piu “largo” o piu “lungo”, noi magari sentiamo la differenza, però non percepiamo quelle vocali come “altre vocali”, bensì come una variante delle “nostre vocali”.
    Se una persona ha una pronuncia un pochino diversa dalla nostra, ma non in modo significativo, possiamo arrivare a non sentire neppure la differenza: il nostro cervello automaticamente assimila la vocale alla vocale che ci aspettiamo noi.
    Questo processo di assimilazione ci aiuta molto a capire tutte le persone che parlano la nostra lingua, perché se dovessimo distinguere in modo ultra-acuto ogni differenza e non essere automaticamente in grado di assimilarla, l’effetto sarebbe quello della torre di Babele: nessuno parla in modo esattamente identico al proprio vicino, quindi ognuno parlerebbe la propria lingua senza capire gli altri. Questo aggiustamento del cervello, però, gioca a nostro sfavore quando dobbiamo parlare una lingua che ha maggiore sfumature rispetto alla nostra.

    VOCALI IN INGLESE
    La sillaba è una unità (una emissione di fiato) si organizza attorno alla vocale, e la parola si organizza attorno alla sillaba accentata: questo accade in tutte le lingue. La vocale della sillaba accentata è piu lunga delle altre vocali, piu definita. Le vocali non accentate sono meno lunghe rispetto ad essa.

    In italiano, questo fenomeno tuttavia è meno evidente che in altre lingue, perché anche le vocali non accentate sono sempre presenti all’udito e non cambiano il loro suono .
    Anche in inglese, la vocale della sillaba accentata è piu’ lunga delle altre: ma la differenza tra essa e le altre vocali è assai piu’ marcata in inglese che in italiano. La parola si organizza attorno alla vocale della sillaba accentata, ma può capitare che le altre vocali non si sentano, oppure che diminuiscano la propria lunghezza fino ad essere scarsamente definite o cambino il proprio suono. Per esempio, in parole lunghe come UNSUFFERABLE o DEVASTATED, le vocali non accentate avranno una lunghezza minima ed una articolazione poco chiara per noi.
    Esiste anche un problema di rappresentazione mentale del suono della parola. Se un italiano applica la sua logica, quando legge una che si parola come SNAKE, o LOVE si aspetta due vocali, mentre in effetti ne sente solo una (in effetti si tratta di parole monosillabe , anche se hanno due vocali).
    ACCENTO E RITMO DELLA LINGUA INGLESE
    In italiano, le parole sono spesso piane: il nostro cervello sa che la parola spesso si organizza attorno alla penultima sillaba accentata e usa questo “pattern” per dividere le parole nelle frasi e individuare quindi le unità di significato.
    In inglese, le parole sono spesso sdrucciole, e ci sono tante parole monosillabiche.
    l ritmo della frase è quindi completamente diverso. Molte parole lunghe in inglese sono sdrucciole, le cui vocali non accentate “sfuggono”, in quanto brevi e poco definite. Quando sentiamo parlare un inglese abbiamo quindi l’impressione di sentire molte consonanti ed un ritmo volto veloce.
    ensate alla nostra musica rispetto alla musica inglese: non è un caso che il rock “sia inglese”: il fatto che le vocali siano brevi e non costringano la bocca al lavoro articolatorio differenziato permette piu facilmente di cantare su un rimo veloce, no? Al contrario invece noi ci prendiamo il tempo per pronunciare chiaramente ogni sillaba e creiamo facilmente rime piane. Il fatto è che oggettivamente la lingua italiana ha un ritmo piu lento della lingua inglese.
    SUONI CON ARTICOLAZIONE DIVERSA
    L’articolazione è il posto ed il modo in cui si “produce” nella bocca il movimento che crea il suono. Quando pronunciamo una vocale, emettiamo il fiato senza contatto o frizione delle labbra o della lingua contro il palato
    Quando pronunciamo le consonanti, invece c’è un contatto o un avvicinamento di parti della bocca, che interferisce con l’emissione di fiato. A seconda di dove avvenga questo movimento, caratterizziamo le consonanti come labiali, palatali, dentali, gutturali…

    Ad esempio:
    le consonanti labiali come la p o la b hanno il contatto tra le labbra (le chiamiamo “occlusive”labiali perché le labbra si chiudono, sia pure per un istante),
    le dentali come la d e la t hanno un contatto con i denti
    le consonanti gutturali come le g, k hanno un contatto della lingua alla fine del palato, verso la gola
    …e così via

    In inglese, ci sono piu’ suoni consonantici che in italiano. I suoni consonantici che noi non abbiamo sono difficili da sentire e da riprodurre: pensate solo a TH, alla diversa pronuncia delle varie S/Z/C, alla H, e ad altri suoni che la nostra lingua non prevede…il nostro cervello fa molta fatica a ricordarli, semplicemente tendiamo ad assimilarli al piu vicino suono “nostrano”(sentiamo e quindi pronunciamo th come se fosse t, modifichiamo le s/z perchè siano simili alle nostre etc)

    Anche le vocali si pronunciano in posti diversi della bocca: la/a/ è una vocale bassa, se la pronunciate sentirete l’aria nella parte sotto della vostra bocca, appena prima delle labbra, che sono aperte. La /i/ è pure una vocale anteriore, ma se ci fate caso la posizione in cui percepite la vibrazione dell’aria è piu alzata e la posizione della bocca è meno aperta . Invece, indietro nella bocca sono articolate la o e la u: se le pronunciate, fate caso a dove percepite la vibrazione.

    In italiano siamo abituati a identificare ogni vocale semplicemente come /a/, /e/ /i/ /o/ /u/, che sia lunga o breve, stretta o larga. E’ vero che esistono sfumature (come botte vs bòtte), ma perlopiù la lunghezza e l’apertura delle vocali italiane non influenzano il significato della parola, quindi il nostro cervello assimila tutto.

    STESSA LETTERA, DIVERSO FONEMA
    In inglese, ogni vocale ha un suono lungo ed uno breve, che si pronunciano differentemente.

    Per esempio, confrontate la pronuncia di CUT e CUTE, di MAT e MATE, BIT e BITE. Per un italiano, pensare che la vocale possa cambiare completamente suono così e’ veramente particolare: leggendo queste parole, noi italiani ci rappresenteremmo mentalmente una pronuncia …. e invece…sorpresa!
    Questi cambi sono molto confondenti per gli italiani, che sono abituati a identificare la lettera e il suono in modo stabile.

    LE DIFFERENZE TRA LE LINGUA: FREQUENZA DEL SUONO
    Avete mai notato che le lingue hanno un “carattere” particolare, che in qualche modo accumuna le parlate dei nativi (aldilà delle differenze, di voce, età, accento…). Avete mai notato che, quando cercate di parlare una lingua straniera, istintivamente cambiate un po’ voce? Avete notato che quando sentite parlare in italiano uno straniero che lo parla MOLTO bene, anche se la pronuncia è perfetta, c’è qualche cosa di particolare nella sua parlata, per cui sentire che non è perfettamente uguale a voi nel parlare?

    Bene, ci sono delle abitudini articolatorie che impariamo dai parlanti attorno a noi (per questo la chiamiamo LINGUA MADRE), che non riguardano solo la grammatica e il lessico, ma anche le modalità con cui articoliamo. E non si parla né di accento , né di intonazione, o perlomeno…non solo di quelle! Si parla di come si muove la lingua all’interno della cassa armonica (laringe, palato) con cui parliamo, ovvero di quali frequenze emettiamo prevalentemente quando “suoniamo”.

    Gli armonici prevalenti cambiano da una lingua all’altra!

    Le nostre orecchie sono sintonizzate maggiormente sulle frequenze tipiche della nostra lingua madre, e sono “sorde” alle frequenze non utilizzate. Ciò funziona come una specie di filtro…che ci porta a percepire prevalentemente e con maggiore chiarezza le lingue piu simili alle nostre, ed ignorare o sentire male quando il parlante usa frequenze per noi inusuali, a cui non siamo allenati!

    E c’è una evidente connessione tra ciò che udiamo e ciò che riusciamo a ricordare: ricordiamo ciò che distinguiamo chiaramente.

    E’ necessario un tempo di allenamento alla nuova lingua: quando il cervello sarà allenato a riconoscere quei suoni, sarà anche piu veloce nel ricordarli e articolarli. L’italiano è in una banda simile all’inglese, ma molto piu’ stretta: ciò significa che ci sono svariate frequenze nella loro parlata per noi ardue da cogliere – e quindi ardue da pronunciare, ricordare e riprodurre.

    1. laragazzaconlavaligia says:

      Ti ringrazio per questo trattato linguistico, ma devo confessarti che mi sono stufata di leggerlo al terzo paragrafo, e sai perché? Perché è troppo tecnico, per niente pertinente al discorso che faccio nel mio articolo.

      Comunque da quel poco che ho letto del tuo commento mi sembra che anche tu non hai letto il mio articolo perché il nocciolo di quel che scrivo non riguarda tanto le caratteristiche tecniche di questa o quella lingua ma la paura che hanno molte persone, paura che nasce spesso dal timore di fallire e di non essere all’altezza delle aspettative. Altra cosa che blocca molti italiani nell’apprendimento delle lingue (non solo quella inglese) è il considerare l’italiano la lingua “giusta” paragonata ad altre lingue considerate strane, ostiche, stupide. L’italiano è “giusto” per noi perché lo conosciamo, per un inglese è “giusto” l’inglese. Chi ha ragione? Nessuno e tutti e due.

      Trovo offensivo il tuo riferimento ai 4 filmetti su Youtube perché io non ho detto mai che basta un po’ di musica e qualche video per imparare l’inglese. Ho sempre insistito sull’importanza dell’esercizio e della costanza.

      Se vuoi aggiungere altro alla conversazione sei benvenuto/a, mantieni però dei toni civili altrimenti il tuo commento verrà cancellato.

    2. Filomena says:

      Grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.