Il mio stupendo 2018 di viaggi e non solo

Ieri ho iniziato la giornata con un pianto a dirotto. Pochi giorni fa su un gruppo Facebook alla domanda “com’è stato il tuo 2018?” rispondevo: “Stupendo”.

Da dove veniva quell’improvviso pianto devastante? Perché non sono riuscita a fermarlo, prima che rovinasse la giornata alla persona che mi sta accanto? Un’idea ce l’ho, ma è inutile indagare. Il 2018 mi ha portato un grande insegnamento: ho capito che uno dei più grandi errori della mia vita è stato voler combattere la tristezza.

Non credo di aver mai fatto prima d’ora un post “bilancio dell’anno”, come invece fanno i travel blogger seri. Questa volta però mi sento di farlo perché vorrei far tesoro dei bei momenti del 2018. Sarebbe un peccato venissero sepolti sotto una coltre di momentanea tristezza.

Scrivo questo post per rileggermelo nei momenti di bisogno e per augurare anche a te chi mi leggi di vivere un anno meraviglioso come il mio che si sta per concludere.

 

statuine del buddha

La novità del 2018

Per tanti, troppi anni ogni volta che si è presentata la tristezza ho voluto domarla. Ma la tristezza non è un animale, è un muro contro cui mi scagliavo: inevitabilmente finivo per rompermi la testa, mentre lei se ne stava ancora lì, intatta. Il 2018 mi ha insegnato che non posso buttarlo giù quel muro, sarà sempre lì, ma posso aggirarlo. Guardarlo dall’esterno percorrendone a piedi tutto il perimetro, e poi andare oltre.

Fuor di metafora, ho capito che la tristezza non è un male da eliminare: è qualcosa che è dentro di me, una mia caratteristica ineliminabile che devo accettare così come so di aver due braccia, due gambe, un cervello, un cuore che batte…

Yin e yang, bianco e nero, bello e brutto. Non c’è l’uno senza l’altro.

Nella ricerca della felicità ognuno segue la propria strada. Io ho preso la mia. A volte il terreno è dissestato, a volte la strada è in salita. A volte incontro il muro, quello che una volta cercavo di abbattere.

Ma il 2018 è stato l’anno più bello da quando ho lasciato l’Irlanda. Il primo ad avere un bilancio positivo. Il merito principale è di un evento forte di cui qui non voglio parlare, che mi ha fatto capire l’importanza di ogni singolo minuto che viviamo. Diamo per scontato di averne tanti, ma l’ultimo potrebbe arrivare in qualunque momento. Ce lo dimentichiamo troppo spesso.

Non credo però sia un caso che l’anno più felice, il 2018, sia anche l’anno in cui ho viaggiato di più. Contando viaggi, weekend, visite agli amici e ai parenti sono stata fuori casa per più di tre mesi, ovvero 1/4 dell’anno: altro che i 21 giorni concessi dall’ufficio.

2018: un anno di viaggi

Ho molti splendidi ricordi di questo 2018, ma se dovessi sceglierne uno solo direi senza indugi Fuerteventura: un’isola che mi è entrata nel cuore, sia per gli splendidi paesaggi che combinano mare e deserto sia perché è stata la meta del mio primo viaggio di coppia. Le giornate trascorse io e lui, poi le lunghe camminate da sola, tornando nei luoghi visti insieme. L’oceano e le sue onde fragorose, il tramonto dalla cabaña, la notte nella casetta sulla baia e la colazione con vista sul mare. Indimenticabili.

Puerto de los molinos, Fuerteventura

Da gennaio si passa direttamente a luglio. Anche la Romania è stata molto romantica, seppur in modo completamente diverso. Il tempo è stato meno clemente e i chilometri in auto un po’ troppi. Ma come dimenticare i paesaggi, i castelli e la gentilezza delle persone? I nostri momenti insieme, come il trekking nei parchi naturali, le grigliate, l’appartamentino con vista sulle montagne, Red&Toby, la stanza minuscola e coccola a Sighisoara, e i miei viaggi in treno in solitaria.

Anche la Romania segna un nuovo inizio: si è aperta l’era dei viaggi zaino in spalla… a quasi 40 anni: non è mai troppo tardi.

sibiu

Ad agosto c’è stato il “tradizionale” giro a rifugi con mio fratello. Alta Via del Granito, forse la più tosta tra le mie mini-vacanze di montagna… o forse sono io che da quando sono a Perugia faccio poco sport e ho messo sù panza. La macchina fotografica si è rotta e di questi giorni ho poche immagini, ma c’è un nome che non se ne andrà dalla mia mente: Caldenave.

Settembre. Gozo è stata la grande sorpresa. Una vacanza in solitaria che mi ero persino pentita di aver prenotato si è rivelata una delle settimane più belle del 2018 e forse di tutto il decennio! Un vero paradiso, esattamente ciò di cui avevo bisogno in quel momento. Ho fatto un carico di energie sufficiente per sopravvivere ad un autunno un po’ bastardo, complicato da terapie, spese impreviste e un calo di lavoro.

dwejra bay, gozo

Barcellona è stato un altro di quei momenti di gloria in cui tutto è assolutamente perfetto, vissuto in compagnia di una delle amiche più care e anche, inaspettamente, di un amico che non vedevo da parecchi anni.

Bar L'Amistat, Barcellona

Novembre è il viaggio degli affetti. Il ritorno a casa per festeggiare il passaggio dai 30 ai 40. Niente avventura, nessuna scoperta, ma tanta gioia. Una serata in compagnia delle persone che contano. Poi, a sorpresa, il mio primo press tour: 4 giorni in Slovenia, esperienza interessante che alle giuste condizioni mi farebbe piacere ripetere. E infine una promessa mantenuta: tornare insieme a Pellestrina.

tramonto a pellestrina

A dicembre è ancora Padova, ma il 31 già si va a Riva del Garda per la quinta volta.

E per il 2019 ci sono già tante idee.

A Luca, RIP

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