Lettera ad un’amica che sta per spiccare il volo

Ovvero: del perchè ho deciso di non partire per il viaggio più bello della mia vita.

Per tre volte nella mia vita ho avuto la possibilità di mollare tutto e partire per un viaggio “serio”: uno di quelli la cui durata non viene decisa a priori e può variare da tre mesi a due anni, o più.

Non sono mai stata capace di prendere una decisione: in un caso mi ha fatto tentennare un estratto conto che mi mostrava una cifra prossima allo zero, un’altra volta la gratificante sensazione di aver trovato una casa calda e accogliente dopo anni di sterile condivisione, un’altra volta la prospettiva di trovato il lavoro che ho cercato per anni.

Sono consapevole che non scegliere significa avere già scelto. Deep inside, tu lo sai cosa vuoi. A volte però ciò che veramente vuoi è qualcosa che non ti piace ammettere, perchè magari razionalmente qualcos’altro appare più attraente.

Io lo so cosa voglio, e più che un desiderio è una necessità emotiva. Voglio una certezza nella mia vita, un luogo in cui, qualunque cosa succeda, posso sempre tornare. Una cosa, se non un qualcuno, che mi attenda al mio ritorno. Sono una sradicata, in un senso metaforico che qui non mi va di spiegare (perchè i cazzi miei nono sono argomento di questo blog), da cui il mio desiderio di un qualcosa di fisso. In altre parole, voglio comprare casa. È paradossale, ma voglio mettere radici per poi poter andare più lontano.

Qualcun altro in questo momento sta facendo il percorso inverso. Dopo aver già vissuto in due città straniere, diversissime tra loro, sta ora programmando il suo primo viaggio “serio”. Partenza 15 ottobre. C’è stato un momento, pochi mesi fa, in cui la decisione di seguirla e fare insieme questa fantastica avventura sembrava certa. Ma quando nella mia vita si è presentato un fatidico aut aut il destino (o il mio inconscio, reale desiderio?) ha scelto per me una vita a Dublino, con un lavoro a tempo indeterminato. Me ne pentirò?

Forse, ma più probabilmente no. Perchè ognuno di noi ha una sua storia personale, e non esiste un univoco itinerario verso la felicità percorribile da ogni essere umano. Ognuno di noi la raggiunge con un proprio, contorto, percorso. E il viaggio dev’essere un piacere, non un qualcosa che ci si sente obbligati a fare. Non voglio viaggiare perchè spinta dalla sgradevole sensazione di “aver i compiti per casa da finire”. Non voglio viaggiare per dimostrare a me stessa che sono “cool”. E, soprattutto, non voglio viaggiare per fuggire, pensando che l’altrove è la soluzione. Non devo sentirmi incompleta se non ho fatto un’esperienza che altri invece hanno voluto fare. Il mio sentire mi dice di restare a Dublino, e qui resto.

In quest’ottica il viaggio “serio” della mia amica diventa un’avventura condivisa. Non sarò con lei su quell’aereo che la porterà nell’altro emisfero, ma sono con lei nelle gioie e nelle difficoltà dei preparativi. Il suo entusiasmo è per me fonte di energia, ed è un dare e un avere. Lei mi toglie dalla banalità dei discorsi di tutti i giorni (l’uomo che non ti chiama, la capa che ti stressa, il tempo che fa schifo…), e il seguire i suoi progressi nella pianificazione di questa avventura è una ventata di aria fresca nella mia vita. È vivere la sua avventura passo per passo, assieme a lei. A distanza, e online, ma con lo stesso entusiasmo. Io le dò consigli, condivido con lei le informazioni che trovo o ho trovato per i miei viaggi, quelli fatti, quelli programmati, e quelli che volevo fare ma che poi ho deciso di non fare. Le suggerisco libri che la possano ispirare e anche, perchè no?, tenere compagnia nei momenti di solitudine che le si potrebbero presentare. Ma soprattutto la sto ad ascoltare, perchè parlare con qualcuno che dà all’esperienza che stai per fare lo stesso valore che tu gli dai fa una grande differenza nei momenti di difficoltà e di sconforto, ed amplifica le emozioni dei bei momenti. Into the wild docet: la felicità è reale solo se condivisa.

E io so, con certezza, che un giorno ci rivedremo da qualche parte nel mondo. Perchè ne sono certa? Perchè se vuoi, puoi. E quando trovi qualcuno che ti dà stimoli, entusiasmo, cose da dire, ovvero energie positive, vuoi fortemente.

Arrivederci in Vietnam Cri, o dovunque sia.

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Comments

  1. Cri says:

    http://www.youtube.com/watch?v=cFX0bVLR574
    Ci vediamo in Vietnam amica mia!

    1. laragazzaconlavaligia says:

      : )

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