Ma quindi sarò guida GAE?

Ieri ho finito qualcosa iniziato 5 anni fa. Qualcosa che ho voluto fortemente per tantissimo tempo, e a cui sembrava che proprio non fossi destinata.

La storia inizia a maggio 2021. Mi regalo una settimana di mare primaverile con il bonus vacanza del Covid. Quant’è bello il mare quando non c’è nessuno! Nel weekend mi raggiungono a Rimini mia mamma e mio fratello. E gli dico qualcosa su cui sto rimuginando da un po’: “Sto pensando di iscrivermi al corso per guida escursionistica”. Ci sono tanti “ma” da considerare, voglio il loro parere:

– Costa più di mille euro.

– Dura mesi.

– Non garantisce lavoro.

– Ho 40 anni suonati.

– Ho vissuto all’estero per otto anni e non c’è davvero una zona, un territorio italiano di cui mi possa dire esperta.

Nonostante i ma, la famiglia pensa che dovrei farlo. E io non me lo faccio ripetere. Pochi giorni dopo mi iscrivo all’esame di ammissione. Scelgo un corso in Emilia Romagna perché non trovo corsi in Umbria.

Sono spaventata, c’è tanto da studiare per l’esame. Il mio timore dura poco: l’esame non si tiene. È il 2021 e tante persone sono ancora titubanti a incontrare altre persone. I famosi assembramenti… Non viene raggiunto il numero minimo di partecipanti. Niente esame, niente corso. Poco male, penso, lo farò l’anno prossimo.

Ma…

Tra capo e collo all’inizio del 2022, 11 mesi dopo le mie nozze, mi arriva un divorzio del tutto inaspettato. Segue un frettoloso ed emotivamente turbolento trasloco dall’Umbria al Veneto. Ripigliata un attimo dalla batosta, mi viene in mente il corso GAE. A sto punto lo faccio in Veneto, penso.

Ma…

Quando mi informo il corso in Veneto è appena iniziato, devo aspettare l’autunno per il prossimo. E quando sta per arrivare l’edizione successiva io mi rendo conto che non ho energie per intraprendere un corso che ti impegna tutti i weekend per mesi. Vado a ricaricarmi in Costa Rica. Lo farò l’anno prossimo.

Ma…

Anche nel 2023 e 2024 le date dei miei viaggi si incastrano male con le date dei corsi. E, onestamente, ho bisogno dei viaggi per tirarmi fuori dalle tempeste emotive e le seccature burocratiche. Quando finalmente ho finito le carte del divorzio, ho comprato casa e ho traslocato – un trasloco, tanto per cambiare -, mi sento pronta. Autunno 2024: il corso in Veneto non viene organizzato. Attendo mesi. Penso: verrà fuori prima o poi quella maledetta data. Niente. Nel frattempo le cose al lavoro si mettono male, io inizio a pensare che la barca faccia acqua e e che sia meglio elaborare un piano B. Di aspettare ancora non se ne parla. E se il corso GAE non va in Veneto, l’Arianna torna in Emilia Romagna e si iscrive all’esame di ammissione ad un corso per guide ambientali escursionistiche organizzato dal CNA e patrocinato da LAGAP. Inizia un mese e mezzo di studio matto e disperatissimo: parchi, riserve, rete Natura 2000, flora, fauna, geologia… Il 28 aprile 2025 supero l’esame di ammissione. Non riesco a crederci, sono al settimo cielo: potrò finalmente frequentare il corso per Guida Ambientale Escursionistica!

Ma…

La mia euforia dura poco. L’8 maggio, due giorni prima dell’inizio del corso, ricevo una mail in cui mi viene comunicato che a causa di “gravissimi impedimenti amministrativi imprevisti” (cit. CNA) il corso viene annullato. Alla mia richiesta di spiegazioni su quali siano questi gravissimi impedimenti mi viene risposto picche. L’esame rimane valido, posso iscrivermi a un qualunque altro corso in Emilia Romagna. E quindi sì rimborso della quota di iscrizione al corso

ma…

niente rimborso dei soldi spesi per l’esame.

Senonché…

Lo stesso giorno, giuro lo stesso, per farmi del male vado a vedere sul sito AIGAE se nel frattempo è partito quel famoso corso in Veneto di cui ho atteso per mesi la data.

E…

Non è partito. Partirà a luglio e le iscrizioni all’esame di ammissione sono aperte! Mi iscrivo il giorno stesso! L’esame di ammissione in confronto a quello dell’Emilia Romagna è una passeggiata, non c’è niente da studiare, è una prova attitudinale. Io però vivo l’attesa dell’esame fino al 7 giugno con nervosismo, non riesco a rilassarmi al pensiero che mi vada male un’altra volta.

Invece…

Passo la selezione! Il 9 giugno 2025 confermo la mia iscrizione. Il 14 giugno inizia il corso e io finalmente posso frequentarlo. Che bello tornare a “scuola”! I primi weekend di corso sono fantastici, me lo ricordo pieni di sole e di sorrisi e di entusiasmo.

Ma…

Il 22 luglio 2025, cinque settimane dopo l’inizio del corso, vengo investita da un’auto. Seguono un’operazione chirurgica, 42 giorni in cui non posso appoggiare il piede per terra, un mese e mezzo di fisioterapia quotidiana, 4 mesi di ginnastica riabilitativa. L’impatto è devastante, e non parlo della frattura o di quell’orrenda cicatrice che m’è rimasta sul ginocchio: parlo del mio morale a terra, incapace di rialzarsi. Non può davvero essere possibile che dopo 4 anni di tentativi per entrare al corso GAE mi rompo una gamba a 5 settimane dall’inizio del corso. I medici non garantiscono il recupero totale del ginocchio, potrei non essere più in grado di tornare sui sentieri. Che fare? Continuare il corso e spendere 2.100 euro per poi scoprire dopo mesi che non potrò mai fare la guida per impedimenti fisici? O rischiare e andare avanti? Sono giornate orrende in cui non so proprio cosa fare.

Ma…

È estate, per fortuna, e il corso è in pausa. Posso prendere tempo per decidere il da farsi. I responsabili del corso mi concedono di continuare, frequentando solo le lezioni teoriche per il tempo necessario alla riabilitazione. Tra la pausa estiva e le lezioni perse che concordiamo di recuperare a fine corso con ore extra di tirocinio calcolo che dovrei riuscire a totalizzare l’80% di frequenza richiesto per poter sostenere l’esame finale. Con mille paure in testa comunico ai responsabili che decido di proseguire (e pago la terza rata…). A settembre il corso ricomincia, e per me è un incubo perché nella stessa settimana – giuro, la stessa settimana – si sommano l’inizio della fisioterapia, esercizi di riabilitazione a casa, un lavoro nuovo e le lezioni (con le stampelle!) nel weekend. Sono settimane di fatica dal fisioterapista, altissima concentrazione al lavoro (lavoro completamente diverso dal precedente, ho tutto da imparare), zero tempo libero e tanta frustrazione al corso: mi perdo le lezioni pratiche di cartografia e tanti momenti di condivisione con il gruppo. Mi sembra una presa per il culo una guida escursionistica con la gamba rotta. Mi chiedo che razza di stronza devo essere stata nella vita precedente per meritarmi questo. Cosa mi sta dicendo il karma?

Ciononostante…

Riesco ad andare avanti. Con la fisioterapia, col lavoro, col corso. I progressi alla gamba sono giornalieri, al lavoro una dopo l’altra imparo le cose da fare, al corso mi impegno con la teoria non potendo fare pratica. Il 13 ottobre i medici danno l’ok per togliere le stampelle. Il 26 è la data dell’esame di cartografia e io penso che forse un sentiero di 4-5 chilometri con poco dislivello secondo  riesco a farlo. E se fosse rischioso? Se cadessi e mandassi al diavolo mesi di terapie? Con mille dubbi in testa comunico ai docenti di voler sostenere anche la prova pratica. Chiedo di partire per prima, per poter andare a ritmo lentissimo e non rischiare cadute. Supero prova pratica e teorica. Andata! Mi merito una festa.

Ma…

Le fatiche e gli sconforti non sono finiti. Io passo dalla fisioterapia alla ginnastica riabilitativa. Iniziano le lezioni in FAD, le videochiamate per il lavoro di gruppo. Le sere libere sono ancora poche. E da gennaio, dopo un periodo di corso con un calendario più diluito, comincia il tour de force: con sole tre eccezioni, abbiamo tutti i weekend impegnati. Più si avanti con le settimane, più si accusa la stanchezza.

Eppure…

Vado avanti. Senza godermelo come avrei voluto, purtroppo. Non riesco ancora ad accettare l’incidente, il tempo libero è sempre meno, la stanchezza mi fa vedere tutto nero. E mi dispiace, mi dispiace tanto, di vivere così male un corso che avevo voluto così fortemente. Anche il project work da preparare per l’esame non va benissimo, sono capitata in un gruppo che concentra un mix di sfighe per cui a differenza degli altri gruppi non ci si trova mai. Vivo malissimo la mancanza di condivisione. L’avevo tanto desiderata! Le settimane passano, l’esame si avvicina, l’ansia per le tante cose da fare aumenta.

Ma…

Una alla volta le cose si fanno. Forse non bene come avrei voluto, sicuramente senza l’entusiasmo e la serenità che avevo immaginato, però porto tutto avanti. Il 29 marzo 2026 frequento l’ultima lezione. E ieri, 12 aprile 2026, ho sostenuto l’esame finale. Non è ancora concluso il mio percorso, mi mancano 38 ore di tirocinio da fare entro il 30 giugno.

Ma…

Inizio a crederci.

Cerco la prima email che ho scritto all’ente in Emilia Romagna nel 2021. Poi rileggo quelle del CNA ad aprile-maggio di quest’anno, e poi quelle di Formel a giugno. Ne arriverà un’altra che mi comunicherà ufficialmente l’esito dell’esame. Non lo so come ho fatto, ma ce l’ho fatta. Anche stavolta.

Non vedo l’ora di tornare sui sentieri, non faccio un’escursione di almeno 10-15 km da quando ho iniziato il corso per guida ambientale escursionistica.

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