La “mia” New York – dopo

New York - vista dall'Empire State BuildingA più di due mesi dal mio rientro, New York sembra un ricordo lontano, un mondo che non mi appartiene più, e nel quale mi ci capatulterei ahora mismo. New York ha superato di gran lunga le mie aspettative. Come vi dicevo al mio ritorno, ho fatto tutto quel che avevo programmato, e pure qualche extra. Ecco i miei “si” e i miei “no”.

Empire State Building

Turistico, affollato, costoso, eppure ve lo consiglio. Non ho saputo trattenere un “WOW!” quando ho aperto la porta dell’osservatorio. La vista che mi si è presentata di fronte mozzava il fiato. Sono andata alle undici di sera, l’ora giusta per godersi la vista notturna e non trovare code alla biglietteria e agli ascensori.

Statua della Libertà e traghetto per Staten Island

La grande delusione. Così iconica in TV e nelle foto, e così insulsa nella realtà. Pure il traghetto per Staten Island, che mi era stato tanto consigliato, l’ho trovato insipido. Con tutto quel che c’è da fare e da vedere a New York perchè dovrei perdere tempo su un traghetto che mi porta su un’isola che nessuno vuole visitare? Se proprio volete prenderlo, tentate l’esperimento del traghetto col buio, sospetto che l’arrivo a Manhattan di notte abbia un fascino tale da giustificare i venti minuti di andata più i venti di ritorno, più i tempi di attesa. Fatemi sapere com’è andata.

Ponte di Brooklyn

Turistico e affollato, ma decisamente SI. Sono andata al tramonto, e consiglierei di fare altrettanto anche se ovviamente questa è il momento preferito dai turisti. Se volete evitare le folle andate in un altro orario (ma potreste perdere un po’ d’incanto) oppure fare l’esperimento di attraversare altri ponti, meno frequentati dai turisti. Avessi avuto più tempo avrei voluto attraversare il Williamsburg Bridge.

Central Park

Ci sono stata cinque ore, soltanto camminando. Se ci aggiungete una sosta, uno spettacolo o una visita al museo potete tranquillamente trascorrere qui un’intera giornata.

Vedere un musical, a Broadway e non solo

Dicono che non si possa venire a New York senza vedere un musical. Io confermo, ma solo se vi piace il genere, altrimenti evitate: anche scontati, i biglietti sono costosissimi. E una volta fatta quest’esperienza, potete andarvi a vedere gli stessi musical a Londra per metà prezzo.

Highline

Il parco urbano numero uno nella mia lista di preferenze! Come a Central Park, ci potrei tranquillamente trascorrere una giornata intera. Camminerei meno, ma leggerei di più.

Librerie

Posso dire che i libri stanno a New York come il Papa sta a Roma? Casa sua, o loro. Ho girato diverse librerie indipendenti, anche se poi ho finito per comprare manga in una libreria di una grande catena. Scusatemi, non ho saputo resistere : ( Per farmi perdonare vi consiglio il Blustockings Bookshop e Cafè, colorata libreria indipendente che propone un’ottima selezione, e in più qui fanno uno dei migliori cappuccini di New York. Per non parlare dei cookies…

Grand Central Terminal

La grande sorpresa: ci sono andata solo perchè l’avevano consigliata, e confermo la stessa opinione: merita di essere vista.

Chrysler Building
Anche no. Un’occhiata fugace mentre siete di passaggio è più che sufficiente. E se non siete di passaggio, non passateci.

Burlesque

L’highlight della mia vacanza! Burlesque a New York è la scoperta di un mondo. Ho fatto la mia lezione alla New York School of Burlesque con Jeezrel Express, e ho visto due spettacoli. Ho perso il Burlesque at the Beach a Coney Island perchè ho seguito due ragazze del corso al Nurse Bettie per assistere allo spettacolo settimanale “Spanking the Lower East Side” organizzato dalla vulcanica Calamity Chang.

Il giorno dopo sono salita al secondo piano di un anonimo palazzo per l’Epic Win Sci Fi Burlesque. Che dire? Se non c’eravate non potete capire, il video qui sotto è solo un piccolo assaggio del gusto nerd di quella serata:

Forse la nerd acclimation rende meglio l’idea:

Cinema e manga

Ho combinato cinema e manga andandomi a vedere un film all’Angelika Film Centre, famoso arthouse cinema citato in Eden of the East: Keep The Lights On, il film perfetto per la mia saga “cinema e film”. Ho sfidato me stessa tentando di riconoscere i luoghi in cui erano state girate le scene del film… e in più di un’occasione ci sono riuscita!! Pochi giorni a New York e già la sentivo mia : )

Street art
Ho partecipato a uno dei tour di Graff Tours, e ho colorato la mia domenica di emozioni!
Anche la street art è stata la scoperta di un mondo!

Non ho potuto evitare Fifth Avenue e Chinatown, mentre sono riuscita a evitare Little Italy, di cui non ho sentito la mancanza.

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Comments

  1. BlackDal says:

    Di Chinatown ho un brutto ricordo… Little Italy beh… per un italiano secondo me é… buffa. Ma é anche buffo viaggiare per il mondo, aprire un menú pensando di trovare specialitá locali e leggere “lasagne” o “spaghetti”… ma forse in questo caso é meglio dire triste. In 5th Avenue… c’era il mio ufficio! :-P

    1. laragazzaconlavaligia says:

      ah ah sì, è buffo e triste a seconda dei punti di vista. Non lo faccio mai per scelta, ma mi è capitato di andare in un ristorante italiano per disperazione (tipo che stavo morendo dalla fame ed era l’unico aperto) o perchè tutti gli altri volevano andarci. Se vuoi buon viso a cattivo gioco, può essere un’esperienza divertente. E confesso che la pizza mangiata a Sapa (Vietnam) mi è piaciuta tantissimo! Forse stavo davvero morendo di fame : )

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