Single, solo, independente: i tanti significati del numero “uno”

Omino solo

Su questo blog, così come nei blog dei miei travel guru e di molti altri viaggiatori, torna periodicamente la tematica del “viaggiare da soli”. Io, i miei travel guru e altri autori di blog ci siamo interrogati sul significato di questa esperienza e ovviamente ne abbiamo dato personali risposte. In questo post non voglio parlarvi di come e perchè ho iniziato e poi continuato a viaggiare da sola, nè dei miei attuali sentimenti per questo tipo di esperienza. Stavolta mi concedo un tono più “accademico” (tra virgolette, ovviamente) per dare il via a una disquisizione puramente linguistica… diciamo così. La verità è che non mi sono scomodata a consultare dizionari o saggi. Le righe che seguono sono solo mie riflessioni. Così, pour parler.

In parole povere, mi chiedo: quando parliamo di una persona che viaggia senza altre persone, come la definiamo? Le parole che possiamo utilizzare sono diverse e ognuna di loro sembra portare con sè una connotazione positiva o negativa.

Da solo

La parola più utilizzata è ovviamente “sola”. Sola come contrario di “in compagnia”: ma è un termine neutro? La parola italiana “sola” mi pare intrisa di una vena di malinconia, dovuta forse al fatto che sola come puro termine numerico per riferirsi a UNA persona è la stessa parola utilizzata per riferirsi a una persona che sta provando solitudine. Che peccato. *Essere* soli (la condizione fattuale di non trovarsi in compagnia di altre persone) non equivale a *sentirsi* soli (lo stato mentale che non ci fa sentire in sintonia con gli altri, distanti, isolati o per usare una metafora internettara “non connessi”). Vi garantisco che in molte occasioni mi sono sentita meno sola viaggiando da sola che in compagnia.

Single

Un pregiudizio comune tra chi non ha mai viaggiato da solo è il ritenere che chi viaggia da solo lo fa esclusivamente perchè è single. Insomma, se uno avesse migliori alternative non viaggerebbe da solo. Le persone che la pensano in questo modo non prendono in considerazione un dato di fatto fondamentale: il viaggiare da soli è spesso una scelta. Non quindi un ripiego, ma ciò che realmente si vuole fare.

Una prova? “Viaggiatori single” o “viaggi per single” sono espressioni che raramente incontrerete nei blog di viaggi. Chi viaggia da solo non si definisce single perchè il suo status in Facebook non ha niente a che fare con il suo modo di viaggiare. Chi vuole viaggi per single di solito cerca una vacanza in cui ` facile cuccare. Ecco perchè le espressioni “Viaggiatori single” e “viaggi per single” sono molto amate dai marketers, perchè per loro i single non sono altro che potenziali clienti da accalappiare. Un settore in forte crescita, direi. Peraltro il termine “single” fa tanto trendy. Nessuno si sognerebbe mai di aprire un’agenzia turistica “per zitelle”. Sarebbe un suicidio commerciale pari a offrire pacchetti turistici “per sfigati”.

Tornando a noi possiamo riassumere così: in tema di viaggi single e solo non sono sinonimi. Una persona può essere l’una cosa ma non l’altra. Io al momento sono single E viaggio sola, ma mi piacerebbe continuare a fare viaggi da sola anche se avessi un fidanzato, e, credetemi, ci sono al mondo molte persone come me. Moltissimi scrittori di viaggio, per esempio, sono sposati eppure viaggiano da soli. Vedi Bill Bryson, per citarne uno famoso. Ci sono invece molti single che non viaggerebbero mai da soli.

Indipendente

In questa parola mi pare di leggere due diversi significati. Il primo è un sinonimo di low cost: indipendente viene di solito definito il viaggiatore che “fa da sè” senza rivolgersi ad agenzie turistiche o tour operator allo scopo di risparmiare. Indipendente si vuole invece (auto)definire chi sceglie un modo di viaggiare “off the beaten track”, come si dice in inglese, evitando le mete del turismo di massa, con scelte di solito puntate al rispetto ambientale e alla conoscenza della cultura locale. Le due cose vanno di solito, ma non sempre, a braccetto con l’intento di Spendere meno e capire di più, o almeno provarci.

E tu come ti definisci?

Uno dei motivi per cui ho lasciato l’Italia è la mia insofferenza all’usanza nazionale di etichettare le persone e categorizzarle come se fossero libri appena comprati da una biblioteca che devono essere messi nello giusto scaffale. Odio etichettare gli altri ed odio essere etichettata. Pertanto vi posso dire che ritrovo qualcosa di me in ognuna delle tre etichette sopra citate, e quindi ognuna di queste parole mi descrive parzialmente, ma “io” non sono la pura e semplice somma delle tre. Sono un po’ di ognuna e in fondo nessuna. O tutte, se volete. Questione di punti di vista, o di definizioni.

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