La mia Padova: cosa fare e cosa vedere

Una vacanza a Padova, perchè no? Fatti consigliare cosa vedere e cosa fare da una padovana

Alzi la mano chi di voi ha mai pensato a Padova come meta delle proprie vacanze. Nessuno? Non mi sorprende. Padova soffre di quello che io chiamo il “V complex” o anche complesso della sorellina minore. Stretta tra Venezia e Verona, Padova non può competere con queste due città in quanto a fama internazionale e numero di visitatori. Eppure non ha nulla da invidiare alle due sorelle più famose, anzi offre al turista innumerevoli opportunità per trascorrere una piacevole vacanza all’insegna di cultura, natura e intrattenimento.

Io sono di parte, naturalmente, dal momento che sono nata a Padova. Ma è solo quando me ne sono andata che mi sono resa conto quanto è bella e quanto meriterebbe di essere vista. In questo articolo vi elenco le cose più interessanti da vedere e fare a Padova, incluse sia attrazioni famose che alcune chicche note solo ai padovani. Spero di farvi venire voglia di andare a Padova! Se vi servono più informazioni non esitate a contattarmi.

mappa di Padova sulle pareti di Palazzo Bò

COSA VEDERE

Attrazioni famose

La maggioranza dei turisti arriva a Padova solitamente per una di queste due attrazioni: la Cappella degli Scrovegni, al cui interno è possibile ammirare un celeberrimo ciclo di affreschi di Giotto, e la Basilica di Sant’Antonio da Padova, chiesa chiamata da tutti i padovani “Il Santo”. Il 13 giugno, giornata del santo patrono, si svolge la tradizionale processione della statua e delle reliquie del santo. E’ un evento che attira numerosissimi turisti ma devo confessarvi che non è molto sentito dai padovani. Anzi, se proprio devo dirvela tutta non ho mai conosciuto un padovano che sia andato alla processione del Santo. Troppa confusione, preferiamo evitare. Se invece volete ammirare il capolavoro pittorico di Giotto ricordatevi che le visite alla Cappella degli Scrovegni vanno prenotate in anticipo, secondo le modalità riportate nel sito ufficiale (questo).

Edifici storici

Un’altra attrazione famosa di Padova, a cui io sono molto legata, è l’Università. La sede storica, nota come Palazzo Bò, si può visitare con un tour guidato. Nonostante io non ami i tour organizzati, questo ve lo consiglio fortemente perchè è l’unico modo per poter vedere  il più antico teatro anatomico stabile al mondo, ancora perfettamente conservato, e la cattedra di Galileo Galilei. Se capitate in periodo di lauree all’esterno del Bò assisterete ad una vera e sentita tradizione padovana: i riti goliardici a cui vengono sottoposti i neolaureati, compresa la lettura ad alta voce, di fronte ad amici e parenti, del “papiro”, una sorta di biografia in rima scritta dagli amici del neolaureato che comprende solo episodi umilianti o imbarazzanti (insomma che quello non vorreste MAI raccontare a vostra madre).

cortile antico di Palazzo Bò, Padova

Vicino a Palazzo Bò si trova un’altro edificio storico di Padova: il Caffè Pedrocchi. Uno storico caffè aperto nell’Ottocento, elegante e lussuoso, arredato da specchi, marmi e un pianoforte a coda (disponibile per chiunque voglia suonare). Per due secoli e oltre ha rivestito un ruolo cruciale nella vita culturale e politica della città, ha perso un po’ di smalto negli anni Novanta-Duemila e ora si è un po’ rifatto il look, con il recupero di vecchie tradizioni unite a eventi dettati dal gusto moderno, quali i venerdì vinile o a tema Grande Gatsby. Ha la fama di essere costosissimo ed è per questo che io non ho mai ordinato niente; mi si dice però che un cappuccino al bancone è solo un po’ più caro di un cappuccino in un bar “normale”.

Una delle meraviglie di Padova che dovete assolutamente visitare è un altro edificio storico, risalente al Medioevo: il Palazzo della Ragione, chiamato dai padovani Salòn, “Salone”. Dall’esterno è facilmente riconoscibile per l’imponente copertura a forma di carena di nave rovesciata. Un tempo sede dei tribunali cittadini di Padova, viene oggi usato come spazio espositivo ed eventi culturali. Nelle due gallerie parallere al pianoterra, che i padovani chiamano Sotto Salòn, si trova un meraviglioso mercato coperto. Il “centro commerciale più antico della città” comprende principalmente negozi di macelleria, salumi e formaggi, ma anche un paio di bar, un tabacchino e qualche altro negozio. Ho sempre adorato venire qui, per i profumi di buon cibo e la vivace atmosfera. Quando ero piccola mi incantavo a guardare la vetrina della pescheria con la vasca di anguille vive. Ci sono ancora.

il Sottosalone, il più antico centro commerciale di Padova

Piazze

Le piazze sono l’anima della vita padovana. Le tre piazze del centro, collegate tra loro, sono Piazza delle Erbe (chiamata anche piazza degli spritz, vedi più sotto), Piazza della Frutta e Piazza dei Signori. In circa 10 minuti a piedi percorrendo le vie pedonali Via Roma e Corso Umberto I arrivate in Prato della Valle, una piazza a forma ellittica tra le più grandi piazze d’Europa. In ognuna di queste piazze si tiene un mercato di abbigliamento o frutta e verdura o misto. Il più grande è il mercato in Prato della Valle del sabato, da mattina a tardo pomeriggio. La sera le piazze si riempiono di tavolini e di persone che vengono qui per un aperitivo.

Musei

La lista di musei che potete visitare a Padova è davvero lunga. I Musei Civici agli Eremitani vengono sempre citati nelle guide turistiche ufficiali, così come Palazzo Zuckermann (incluso nello stesso biglietto). Da padovana ve li consiglio solo se avete un forte interesse per la storia  e l’arte.

Il mio museo preferito a Padova è un piccolo gioiello ahimè poco noto e poco visitato: il Museo del Precinema – Collezione Minici Zotti. L’ho visitato almeno tre volte, forse più, e ogni volta rimango incantata dinanzi alla magia dei giochi ottici del precinema. Ospitato in una sede con travi in legno elegantemente allestita, il museo espone i pezzi della collezione privata di Laura Minici Zotti, appassionata di lanterne magiche. Costa soltanto 5 euro, non perdetevelo.

Altri due interessanti musei tematici aperti in anni recenti sono il Museo della Padova ebraica e il MUSME- Museo di storia della medicina.

Grazie ai volontari di Salvalarte di Legambiente è possibile visitare gratuitamente la Torre e l’Orologio astronomico in Piazza dei Signori.

Chiese

Altre chiese di interesse storico o artistico che potete visitare sono:

  • Duomo e adiacente battistero
  • Oratorio di San Rocco e Scoletta del Santo
  • Chiesa degli Eremitani

La mia chiesa preferita, almeno dall’esterno,  è la chiesa di San Nicolò nella deliziosa piazzetta omonima.

piazzetta di San Nicolò, Padova

Le Riviere

Quando si pensa a una città d’acque il pensiero va subito a Venezia, ma è interessante sottolineare che Padova è una città dalla complessa idrografia, attraversata da una fitta rete di canali. Molti di questi furono interrati nel Novecento a seguito delle piene che sommergevano la città e del declino della navigazione commerciale, ma lavori di recupero eseguiti negli anni Novanta e Duemila hanno reso nuovamente fruibili (in nave, bicicletta o a piedi) buona parte di questi canali. L’affascinante storia di Padova Città d’Acque potete leggerla qui. Una delle esperienze più belle da fare a Padova, di solito non considerata dai turisti, è passeggiare lungo le riviere e i canali della città. Una facile passeggiata urbana che non ha bisogno di cartine dettagliate o GPS inizia in Riviera San Benedetto e termina in Riviera Paleocapa, poco dopo aver passato l’Osservatorio astronomico della Specola.

le riviere di Padova, con vista sulla Specola

Le terme

Stanchi di visite a musei e chiese? Avete bisogno di relax? Prendete il treno e in soli dieci minuti arriverete a Montegrotto Terme, una nota città termale dove potrete trovare diversi hotel con piscine riscaldate naturali.

MANGIARE E BERE

Il mio pranzo padovano tipico è panino e scarpetta di birra Dalla Zita, un localino che è una vera istituzione nel centro di Padova, frequentato da gente di ogni età. Si trova in via Gorizia, a due passi dal celebre Caffè Pedrocchi. La sua particolarità sta nel “menu” affisso a una delle pareti del piccolissimo locale: ogni cartoncino colorato è un panino diverso, a cui è stato dato un nome. I panini vengono fatti al momento con ingredienti freschi: salumi tipici veneti, come la soppressa, altri salumi, formaggi, salse, verdure… le possibili combinazioni sembrano essere infinite! Quale panino scegliere è difficile, se vi posso aiutare i miei preferiti sono a base di porchetta e/o lardo e/o gorgonzola: Elisa, Maicol e il Mercante di Venezia. Uno di questi lo trovate nella foto: divertitevi a cercarlo!

menu dei panini Dalla Zita

Più in là nella giornata viene voglia di farsi un aperitivo. L’aperitivo padovano classico è spritz, patatine e olive. Il  luogo di ritrovo spritz per eccellenza è Piazza delle Erbe. Sotto i portici del Salone trovate il bar degli Spritz, quello storico, dove io vado se voglio solo bere; all’angolo sempre sotto i portici del Salone trovate il bar Nazionale, dove mi fiondo se invece voglio anche mangiucchiare qualcosa: qui secondo me fanno i tramezzini più buoni della città. Il mio preferito è quello alla soppressa. Chiedete sempre di farvelo scaldare.

Per la cena un bel ristorantino in centro è l’Anfora: piccolo locale dalla calda atmosfera dove vengono serviti piatti tipici della tradizione veneta. Prezzi medi.

Attenzione: quello che viene spacciato per dolce tipico di Padova, il Dolce Sant’Antonio, è una fregnaccia per turisti. Non ha niente di tipico. Non ricordo di averlo mai visto nè sentito nominare durante la mia infanzia, nè a casa mia nè a casa di nessun altro. Poi è spuntato dal nulla come invenzione (geniale) di una pasticceria padovana, e ora è in vendita come “prodotto tipico” in molte pasticcerie del centro e altre pasticcerie importanti della città. Credete a una padovana, molto più tipica è la torta margherita che facevano mia mamma, mia zia e mia nonna, di solito in primavera. Se volete deliziarvi di pasticcini andate alla pasticceria Biasetto in zona Pontecorvo, raggiungibile a piedi dal Santo: il personale è freddo come il ghiaccio, l’ambiente molto formale e i prezzi un po’ superiori alla media, ma la bontà dei loro pasticcini e dolci (vincitori di campionati mondiali) merita una sosta.

DOVE DORMIRE

Vi ho convinti a farvi una vacanza a Padova? Ecco qualche consiglio per hotel e b&b:

B&B

Casa Piazza del Santo
B&B Casa Mario
B&B Torresino

Qualcosa di speciale

La Torre

Hotel

quattro stelle

tre stelle

due stelle

una stella

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Tre giorni nella Sabina

Recentemente ho trascorso un paio di giorni in provincia di Rieti, soggiornando all’abbazia di Farfa. Il motivo di questo mio soggiorno era un corso di Food and Wine Event Planner organizzato dal CTS. Al di là del corso, l’esperienza è stata per me molto positiva perchè sono venuta a scoprire una parte d’Italia che avevo sempre snobbato.

Lo confesso: non sapevo nemmeno che esistesse. Cioè, certo che so che esiste il Lazio e che Rieti è una delle province, ma non sapevo ci fosse una zona tra Lazio, Umbria e Abruzzo identificata con il nome di Sabina (bel nome eh? sembra una donna elegante) e che fosse così interessante da visitare.

il paesino di Farfa, in provincia di Rieti

Cosa c’è da vedere e da fare in Sabina? Ben poco, se vi aspettate attrazioni e servizi turistici per la massa. In questa zona il turismo si divide in due categorie: il turismo rurale, di chi vuole soggiornare presso agriturismi e b&b; il turismo di lusso, con una buona scelta di resort e spa di categoria quattro-cinque stelle. La differenza di prezzo è notevole, come potete immaginare, ma entrambe le tipologie di turisti che vengono in Sabina sono qui per lo stesso motivo: il relax.

Io confermo: se cercate relax la Sabina è un’ottima scelta. Per me è stata un’oasi di pace in un caotico momento della mia vita in cui la mente lavora 24 ore su 24 in cerca di una soluzione ai miei problemi (della mia crisi ve ne ho già parlato in un post precedente). Il paesaggio è collinare, verde e molto dolce, puntellato da ulivi e (qualche) vigneto. La coltivazione principale è quella dell’uliveto, ma sono presente anche altre attività artigianali tradizionali come la lavorazione della lana e la coloritura mediante erbe spontanee. Una lana di pregio che viene poi usata per maglioni di lusso, perlopiù acquistata da sceicchi arabi. Curioso no?

Di borghi da visitare c’è ampia scelta. Sono tutti molto piccoli, per cui ne potete fare più d’uno in giornata. Io come vi dicevo ho soggiornato a Farfa, una frazione del comune di Fara in Sabina. Si tratta di un paesino in cui attualmente vivono solo 60 persone. L’attrazione turistica del borgo è l’Abbazia di Santa Maria di Farfa di proprietà dei monaci benedettini. E’ possibile visitarne l’interno, anche se devo dire che non ho trovato la visita guidata particolarmente interessante. Mi emozionava di più passeggiare nel borgo la mattina presto, quando i miei compagni di corso stavano ancora facendo colazione. Mi facevano compagnia i graziosi mici che popolavano le vie del borgo, un silenzio ristoratore e gli sgargianti colori dei fiori che adornavano le case in pietra. Un altro momento magico era la notte, quando dal buio uscivano stormi di lucciole. Non so voi ma io era da anni che non le vedevo, e così tante le avevo viste solo una volta in vita mia. Già con questo spettacolo naturale mi sono rifatta delle spese della trasferta. Accanto all’abbazia si trova la casa delle suore brigidine, unica struttura ricettiva all’interno del borgo.

entrata all'abbazia di FarfaUn altro borgo che ho visitato durante il corso è Nerola, di cui ricordo solo la principessa e il suo profumo. Un breve percorso pedonale vi porta alla sommità del borgo, dove troneggia l’elegante castello degli Orsini, oggi hotel-spa cinque stelle.

Altri borghi consigliati da visitare sono Labbro e Casperia, purtroppo non sono riuscita ad andarci ma mi sono stati fortemente consigliati.

negozio di prodotti tipici a Farfa

Un’altra attività tipica del turismo nella Sabina è visitare aziende agricole. Nell’ambito del corso ne abbiamo visitate due. La prima è stata l’azienda agricola La Mola, produttrice di oli pregiati già vincitori di premi internazionali. La proprietà e la gestione è interamente femminile: Anna Maria Billi e Francesca Pingi, una madre con la passione della campagna e la figlia che si è fatta trascinare da questa passione. L’altra figlia, Paola Pingi, gestisce l’annesso ristorante agrituristico Le Comari di Farfa. Per saperne di più sulla loro storia leggete qui. Azienda agricola e ristorante si trovano a Castelnuovo di Farfa, a soli dieci minuti dall’abbazia.

abbazia di Farfa, provincia di Rieti

Un’altra azienda agricola che abbiamo visitato nell’ambito del corso è Tinte Rosse in località Montelibretti, dove vengono prodotti latte pastorizzato, yogurt e formaggi tutti di capra, e tutti dall’ottima qualità!

capre dell'allevamento Tinte Rosse a Montelibretti, RT

Purtroppo non hanno un calendario di visite organizzate, nè un outlet aziendale, nè un sito internet per acquistare online. Sigh: spenderei volentieri i miei euro… Chi vive a Roma può acquistare i loro prodotti al mercato del Circo Massimo del sabato. Se volete provare a contattarli questi sono i recapiti:
informazioni sul caseificio: 345 8540598 – 320 0221447
informazioni sulla presenza dell’azienda al mercato del Circo Massimo: 3347 6885450
informazioni sull’allevamento di capre: 334 7185779
e-mail: tinterosse@gmail.com

degustazione prodotti tipici della Sabina

Insomma, si viene in Sabina per mangiare bene, godere del silenzio, vedere le stelle e le lucciole, visitare borghi antichi e dimenticarsi dell’inquinamento.

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Foto(montaggio?) del mese

Uno dei miei viaggi più belli fu quello in Vietnam dell’ottobre 2013. Non mi stanco mai di tornare a guardare le foto di quel viaggio.

Questa qui però sembra un po’ finta, vero? Invece non c’è traccia di Photoshop.

gita in barca ad halong bay

Siamo ad Halong Bay.

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Umbria low cost con le offerte Groupon

Ho scelto per te le offerte della provincia di Perugia più interessanti

Groupon è un sito che vado spesso a spulciare in cerca di offerte e sconti per piccoli lussi che a prezzo pieno non potrei permettermi, come massaggi, spa, soggiorni in hotel o b&b di categoria superiore a quelli che normalmente prenoto, corsi e attività. Ci vuole molto tempo a cercare: alcune offerte non sono poi così convenienti come sembrano, altre sono molto buone ma non di mio interesse.

Non perdere tempo a cercare offerte in Umbria: l’ho fatto io per te. Da quando mi sono trasferita a Perugia ho cercato di fare quante più cose possibili nel limitato budget di una persona che al momento non ha un’occupazione fissa a tempo pieno e Groupon mi è stato d’aiuto. Con le offerte che ho trovato puoi rendere la tua vacanza in Umbria più interessante senza spendere una follia. Ricordati però che le offerte hanno un tempo limitato: se sei interessato affrettati ad acquistare e prenota con largo anticipo.

collina umbra in fiore

Tour enogastronomici

Il tuo soggiorno in Umbria non può non comprendere un tour enogastronomico: mangiare e bere bene è una delle caratteristiche che rende piacevole soggiornare in questa regione. Quel che ti propongo è una visita alla cantina Todini, nei pressi di Todi: una realtà agricola di 120 ettari con 20 ettari di vigneto, una piccola cantina e allevamenti. Perchè non crei un tuo itinerario di una giornata con visita alla città e alla cantina?

Il prezzo per la visita guidata alla cantina più degustazione di vini, salumi e formaggi è di soli 16,90 euro per due persone o 26,90 per quattro persone. La degustazione comprende 4 bicchieri di vino tra cui un Grechetto di Todi DOC. Se leggi questo blog sai che io preferisco bere birra che vino, ma ti garantisco che un bel bicchiere di grechetto fresco in una giornata di sole va giù che è un piacere! :)

Offerta Cantina Todini – Acquista

Se preferisci restare nei dintorni di Assisi puoi visitare la cantina TiliVini, azienda agricola produttrice di vino e olio dal 1978. Una visita con degustazione di vini e formaggi con bruschette costa dai 14.90 (2 persone) ai 39.90 euro (6 persone). Avrai inoltre diritto al 10% di sconto sugli acquisti presso lo spaccio aziendali.

Offerta Cantina TiliVini – Acquista

Terme e massaggi

Durante la tua vacanza in Umbria concediti un po’ di relax, te lo meriti. Perchè non ti regali due ore di coccole in una spa? Le offerte che ho selezionato per te ti consentono di avere una spa in esclusiva: sì, soltanto tu e la persona che viene con te!

Io ho scelto RB Beauty – Canalicchio Wellness per festeggiare un romantico anniversario con il mio ragazzo. Questo centro benessere in località Collazzone vanta una posizione straordinaria all’interno della Tenuta Torre Burchio, un podere privato di 600 ettari immersi nel verde. Il centro benessere è avvolto da un bosco secolare con vista lago. Il silenzio e la bellezza del luogo, unita all’esclusività della spa e alla professionalità degli operatori, ti faranno dimenticare ogni preoccupazione, disagio, malumore. Se cerchi un posto dove rinascere inizia da qui. Il centro dispone di una piscina con idromassaggia, doccia emozionale, sauna, grotta sudatoria, vasca refrigerante e area relax.

Quanto costano due ore e mezzo di lusso e benessere? Soltanto 49,90 euro a coppia, compresi:

  • uso esclusivo della spa
  • un massaggio da 20 minuti a persona (schiena per lui, viso per lei)
  • tisana rilassante e pasticcini serviti in sala cromo-aroma-musicoterapia

Affrettati a prenotare perchè l’offerta non durerà ancora a lungo!

Vasca refrigerante al Relais RB Canalicchio Wellness

Offerta RB Beauty Canalicchio Wellness – Acquista

 

Se non vuoi allontanarti dalla città ma vuoi comunque godere di natura e relax l’offerta di Spa Domo fa proprio per te. Questa spa privata ha sede in via dell’Ingegneria, a pochi minuti di macchina dal centro o raggiungibile in circa 10 minuti a piedi dal capolinea Minimetrò a Pian di Massiano. Prima o dopo il trattamento, puoi fare il pieno di ossigeno al percorso verde della città di Perugia, a soli cinque minuti a piedi dalla spa.

Il percorso Sensazioni Magiche comprende un flûte di prosecco e uno spiedino di frutta a testa, camera in day use e ingresso di un’ora e mezza alla spa privata con idromassaggio, calidarium e sauna secca finlandese e costa solo 49,95 euro (prezzo per DUE persone!).  Con soli quindici euro in più puoi aggiungere un massaggio rilassante di circa mezz’ora a testa. Vuoi cenare dopo il tuo trattamento? Con soli 74,99 euro puoi acquistare un pacchetto con spa privata (percorso “Sensazioni Magiche”), massaggio e cena di tre portate con prodotti locali e stagionali.

Offerta Spa Domo – Acquista

Equitazione

Se ami la natura e gli animali e al tempo stesso vuoi fare un po’ di sport durante la tua vacanza ti suggerisco le lezioni di equitazione della Scuderia dell’Unicorno. Sono disponibili anche pacchetti da 3 o 5 lezioni per una o due persone. I prezzi partono da 24,90 euro.

Il motivo per cui ti segnalo questa offerta non è solo il prezzo superconveniente, ma perchè acquistando un pacchetto di lezioni fai una scelta di turismo responsabile. La scuderia è infatti impegnata nel sensibilizzare le persone al maltrattamento e all’abbandono dei cavalli. Qui adulti e bambini vengono avvicinati al mondo del cavallo partendo da una conoscenza da terra dell’animale e da una condivisione del rispetto e benessero dello stesso che poi porta ad un benessere anche per l’essere umano.

E’ possibile scegliere tra lezioni e passeggiate.

cavalli a Castelluccio di Norcia

Offerta Scuderie dell’Unicorno – Acquista

Hotel e B&B

Se cerchi alloggio per la tua vacanza in Umbria dai un’occhiata a queste offerte, potrebbero fare al caso tuo:

Notte in castello vicino a Perugia a partire da 59 euro

Perugia Park Hotel 4*L – camera doppia, colazione, spa da 59 euro a notte

Country Hotel in Umbria a partire da 34 euro

Nuovo Mondo B&B (Montefalco) – camera doppia, colazione, uso piscina da 79 euro a notte

Assisi, Le Dimore di San Crispino – 1 notte con colazione e spa o 1 e 2 notti in mezza pensione a partire da 59 euro

Avvertenze

Prima di acquistare un’offerta ricordati di leggere molto bene le condizioni: eviterai così brutte sorprese!

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Birra in Umbria: degustazioni private

Sei in vacanza in Umbria e vuoi aggiungere qualcosa di originale alla tua vacanza?

Vivi qui ma non hai mai assaggiato birre umbre?

Organizzo per te un evento privato nel centro di Perugia durante il quale potrai degustare gustose birre artigianali locali, scoprire nuovi abbinamenti cibo-birra o semplicemente farti un aperitivo originale!

Fatti accompagnare alla scoperta delle birre umbre da una Beer Sommelier qualificata. Dimmi quando e per quante persone e io organizzerò per te una degustazione privata in un locale del centro storico di Perugia. Durante la degustazione a seconda dei tuoi interessi ti parlerò di come viene prodotta la birra, ti fornirò una panoramica dei birrifici operanti in Umbria, ti consiglierò abbinamenti cibo-birra.

Il numero minimo di partecipanti a un evento privato è due persone. Il numero massimo? Contattami e ne parliamo insieme!

I prezzi variano in base al tipo di evento e al numero di partecipanti. Scrivimi per maggiori informazioni: chiedere informazioni è gratis e non comporta alcun obbligo :)

birre artigianali umbre

Un evento su misura per te

Ogni evento viene organizzato su misura per te in base alle tue preferenze. Ecco alcune proposte:

Birre artigianali locali

Una degustazione 100% birra con alcune tra le più interessanti birre umbre. Suggerisco di provare 4-5 birre, ma possiamo concordare insieme il numero di birre.

Puoi scegliere se assaggiare più birre dello stesso birrificio, birre dello stesso stile prodotte da birrifici diversi, birre di stili e birrifici diversi, birre con ingredienti particolari…

Non sai cosa scegliere? Lasciati consigliare da una Beer sommelier qualificata.

birra umbra

Birra e cioccolato

Chi l’ha detto che birra e cioccolato non vanno d’accordo? Scopri l’abbinamento più goloso nella città del cioccolato. 4-5 birre umbre o internazionali abbinate a cioccolatini, tavolette, dolci prodotti in Umbria.

Aperitivo birra

Vuoi fare un aperitivo originale? Perchè non accompagnare le birre da assaggiare con un piatto di stuzzichini o un tagliere di salumi e formaggi? E’ un ottimo modo per concludere un pomeriggio di visite turistiche e per iniziare al meglio la serata. Ed è anche più leggero rispetto ad un aperitivo a base di vino!

aperitivo birra

Come funziona

  1. Invia la tua richiesta di prenotazione via email a info@laragazzaconlavaligia.com indicando:
    – data e orario preferiti (se possibile, aggiungi un paio di opzioni alternative qualora non fossi disponibile nella data richiesta)
    – numero di persone
    – tipologia di evento preferito, da scegliere tra quelli proposti qui sopra o suggerito da te
    – eventuali richieste specifiche
  2. Al più presto riceverai da me una risposta. In base alle tue richieste, confezionerò un evento su misura per te. Nella mia email di risposta troverai le informazioni dettagliate sull’evento, il prezzo a persona e le istruzioni per il pagamento.
  3. Se sei soddisfatto, prenota effettuando il pagamento.
  4. Riceverai da me una conferma della tua prenotazione.
  5. Ci vediamo il giorno dell’evento!

Non sei soddisfatto? Riscrivimi indicando cosa vorresti modificare e ti ricontatterò al più presto.

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Il libro viaggiatore

L’ho trovato nella zona bookcrossing di un ostello a Milano.
L’ho preso e portato a Perugia.
L’ho letto, un po’ a Perugia un po’ in un monastero a Farfa, provincia di Rieti.
Lo porterò a Padova, per farlo leggere a mio fratello.
Gli chiederò di farlo viaggiare ancora dopo averlo letto.

libro Sulla strada giusta, dedica dell'autore Francesco Grandis

Un libro pericoloso

Sulla strada giusta è un libro che non ha bisogno di promozione da parte mia: vive già di vita propria, è infatti un’esperienza di autopubblicazione di successo costruita principalmente sul passaparola online. Conoscevo già il sito di Francesco Grandis, autore del libro, noto sul web come Wandering Wil. Sapevo anche della pubblicazione di Sulla strada giusta. Ma nonostante apprezzassi i suoi contenuti online non ho voluto comprare il libro perchè avevo paura. Subodoravo che fosse un libro “pericoloso”, uno di quelli che scuotono le coscienze, quelli che ti fanno rimettere in discussione. Ok, diciamo la verità: era la mia bassa autostima a non voler leggere questo libro. Non voleva leggere la storia di qualcuno che, a differenza di me, ce l’aveva fatta, era riuscito cioè a trovare un modo di mantenersi che lo liberasse dalle catene dell’ufficio e gli permettesse di avere più tempo libero e di viaggiare. Perchè era quello che volevo anch’io, ma non ci riuscivo. Occhio non legge, cuore non duole.

Al momento giusto

Senonchè questo libro si è fatto trovare sulla mia strada. Coincidenze? Francesco Grandis dice che non ci crede più alle coincidenze, e questa volta voglio pensare che abbia ragione. Possibile che io abbia trovato PER CASO un libro che CONSAPEVOLMENTE avevo evitato di comprare perchè ne avevo paura? Ed è sempre un caso che io l’abbia trovato in un momento di piena crisi personale dovuta proprio all’incapacità di trovare la mia strada giusta?

Dove siamo?

Cosa racconta Francesco Grandis nel suo libro? Perchè avevo tanta paura di leggerlo e al tempo stesso non ho esitato un attimo a prenderlo appena l’ho visto in una stazione bookcrossing?

Francesco Grandis racconta una parte importante della sua vita che va dal giorno della laurea fino al presente. Cosa accade nel mentre? Francesco si laurea in ingegneria, trova presto un lavoro sicuro e per gli standard italiani ben pagato. Inizia a lavorare pieno di entusiasmo e motivazione, ma gli ci vogliono solo due anni per capire che quel tipo di vita non fa per lui. Ambienti chiusi, poco salubri, orari massacranti, noia e ripetitività. Scopo di tutto ciò? Far soldi. Una vita non sana a cui lui dice basta. Gli danno del matto, ma sei scemo a lasciare un lavoro in tempi di crisi? Parte per un giro del mondo di sei mesi. Quando torna non ha alcuna intenzione di tornare alla vita dell’ufficio e a tutto ciò che comporta. Inizia a lavorare come programmatore free lance, lavorando in remoto per una ditta straniera. Potrebbe guadagnare molto con questo lavoro, ma non gli interessa. Lavora il tanto che gli basta per mantenersi e il resto del tempo lo spende per se stesso. Inoltre, il non essere legato a un luogo fisico per poter lavorare gli permette di fare viaggi lunghi. Cosa succede poi non ve lo racconto sennò vi perdete il gusto della lettura… lascio a voi il gusto di ripercorrere insieme a Wandering Wil il suo personalissimo itinerario alla ricerca della felicità. Non aspettatevi facili ricette per la felicità, non ci sono istruzioni nè compiti da svolgere. Vi darà però una sua visione del come o dove sta cercando la felicità che potrete adattare al vostro modo di essere e intendere la vita. Cercate i VOSTRI indizi.

Un compagno di viaggio

Leggendo questo libro io ho avuto la sensazione di aver finalmente trovato un amico capace di capirmi. A febbraio 2015 sono passata da un lavoro in ufficio a tempo pieno a un part time. Non ne potevo più della vita da ufficio. Mi sentivo triste come un animale chiuso in una gabbia dello zoo. Ero diventata apatica, negativa, cinica, senza energie. Ho chiesto di avere il part time per iniziare a lavorare a dei progetti personali. Mi sono dovuta licenziare perchè accettassero di darmi il part time. Per sei mesi la cosa ha funzionato, ma le dinamiche da ufficio erano comunque le stesse e mi è sembrato che il part time non fosse nè carne nè pesce. Mi sono licenziata definitivamente. Da allora, settembre 2015, vivo di risparmi nel tentativo di “costruirmi” una professione che mi consenta di vivere a ritmi più umani.

In questa mia ricerca di una vita più umana mi sono sentita, e mi sento ancora, tanto sola. A parole tutti dicono di odiare l’ufficio, ma poi chi lo lascia viene guardato come se fosse un folle. Quante volte dopo aver lasciato il lavoro a tempo pieno in ufficio per dedicarmi ai miei progetti personali mi sono sentita dire che lavoravo solo tre giorni a settimana! Me lo dicevano ridendo, come battutine, ma erano quelle battutine con cui si vuole infilare nei discorsi le verità scomode. Io ci restavo molto male: non ero passata da un full time a un part time perchè ero una scansafatiche. Il lunedì e il martedì, giorni in cui lavoravo da casa, facevo molta più fatica che il mercoledì, giovedì e venerdì, giorni in cui tornavo a lavorare in ufficio. A casa lavoravo molte più ore e con molte meno distrazioni. Ma per i miei amici non stavo facendo niente. Ho lavorato anche il giorno di Natale e il giorno di Pasqua ma la percezione comune è che non faccio un cazzo dalla mattina alla sera. All’epoca ci stavo male ma ero convinta che con l’impegno sarei riuscita a mantenermi facendo qualcosa che mi piaceva ed andavo avanti motivata. Con il trasferimento in Italia, però, le cose per me si sono complicate. Le mie idee, i progetti che avevo iniziato a Dublino, si sono rivelati impossibili nel nuovo contesto in cui mi trovo a vivere. Ho dovuto ricominciare daccapo e a quel punto la motivazione ha iniziato a vacillare. Ho iniziato a sentire il tic tac dell’orologio, i soldi che escono dal conto in banca e non rientrano mai. Sento che ho sempre meno tempo, devo fare presto sennò mi tocca tornare in ufficio. NON VOGLIO.

Nel mezzo di questa mia crisi personale è arrivato il libro. Ho iniziato a leggerlo scettica ma dopo le prime pagine mi sono rilassata e ben presto appassionata. Non mi pareva vero! Wandering Wil aveva messo nero su bianco i miei pensieri in maniera molto più precisa e chiara di quel che avrei potuto fare io. L’inutilità di molte delle cose che abbiamo, le menzogne che ci creiamo per non avere le palle di rischiare, la natura come luogo in cui essere felici, l’assurdità della vita moderna: io non ne so parlare in maniera chiara e convincente, ma Francesco Grandis sì.

Mi ha fatto capire che sono già sulla strada giusta, anche se forse non ho le gambe allenate di Wandering Wil, o magari mi manca la sua razionalità o forse semplicemente sono una testa di cazzo. Sto percorrendo la mia strada senza mappe e ad ogni bivio c’è la possibilità di prendere la direzione sbagliata; questo mi costringe a tornare sui miei passi, impiegare più tempo per arrivare, fare più fatica. Ma il dire no a una vita che non amavo è stato il giusto punto di partenza per crearmene una che valga la pena di vivere.

Grazie

Grazie Wil per la tua testimonianza, per avermi fatto sapere che non sono pazza, che lo sforzo che sto facendo val la pena. Grazie per esserti fatto trovare sulla mia strada nel momento in cui avevo bisogno di te. Grazie per avermi ridato la voglia di provarci. Non ti nascondo che ho paura, ma ho voglia di continuare la mia strada. Grazie per non aver nascosto i tuoi pianti, perchè se mi avessi raccontato solo le cose belle io non ti avrei creduto. Avrei pensato che tanto tu hai la laurea in Ingegneria e io un’inutile laurea in Scienze della comunicazione, ma questo che cazzo vuol dire? Non è il titolo di studio ad assicurarti la felicità.

E adesso a voi…

Se avete letto fin qui, vi consiglio fortemente di acquistare questo libro. Sono dodici euro o giù di lì che vi faranno più bene di un quintale di antidepressivi.

Tutti dovrebbero leggerlo: le persone curiose, sensibili, quelle che ne hanno le palle piene,  chi ha già trovato la sua strada e chi la sta cercando, chi vuole spunti di riflessione e chi invece vuole “solo” un bel racconto di viaggio. Un viaggio all’interno di sè più che un viaggio in vari paesi.

Scritto bene, in uno stile immediato ed efficace, editing curato, citazioni ben scelte e messe al posto giusto.

copertina del libro "Sulla strada giusta" di Francesco GrandisAcquista su Amazon

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Del perchè non odio RyanAir

All’imbarco una lunga fila di persone attende di salire in aereo. Una ragazza tenta con fatica di spingere il suo bagaglio, palesemente troppo grande, dentro a un cesto che serve a verificarne le dimensioni. Con tono neutro, la hostess le dice che la valigia non rientra nelle dimensioni consentite e dovrà pagare per imbarcarla. Dal gruppo di passeggeri in attesa per l’imbarco si alza una voce dal tono sicuro in direzione della hostess: “Ovvio che è frustrata, cosa pretendi? Lavora per RyanAir!”. La hostess fulmina il passeggero con lo sguardo, visibilmente scocciata dalla sua arroganza. Per tutta risposta, il grassone si compiace di essere riuscito a darle fastidio. Anche le persone intorno a lui scoppiano a ridere, rumorosamente, e alla poverina che sta semplicemente facendo il suo lavoro non resta che far finta di niente e continuare i controlli. L’amico che mi racconta l’episodio pure si fa grasse risate. Oh, that was hilarious!

A me il racconto non fa ridere, al contrario mi ha urtato profondamente i nervi. Ecco l’ennesima stronzata su RyanAir che mi devo sorbire, ho pensato.

Viaggio con RyanAir dal 2006. In dieci anni ne ho presi un bel po’ di aerei, e la maggioranza di questi era RyanAir. In molte occasioni si è trattato di una scelta obbligata, vuoi perchè la tratta che mi interessava non era servita da altre compagnie, vuoi perchè gli orari delle altre compagnie non mi andavano bene, vuoi perchè altre compagnie erano notevolmente più costose. In dieci anni di viaggi RyanAir io non mi sono mai lamentata. Solo una volta ho pagato il sovrapprezzo per un eccesso di peso in valigia, e l’ho pagato consapevolmente perchè mi stavo trasferendo all’estero e quei due chili in più di roba mi servivano. Non ho mai preso “multe”. Sarà forse perchè ho sempre letto le email di conferma? Di contro, in dieci anni ho sentito uscire dalla bocca di altre persone ogni sorta di improperi, bestemmie, commenti sagaci (secondo loro, non secondo me) e prese per il culo su RyanAir, l’unica azienda al mondo a cui si rimprovera di pensare solo al profitto.

conferma prenotazione volo aereoSempre colpa di RyanAir

Un servizio Panorama su RyanAir esordiva con “è la compagnia aerea che amiamo odiare, ma non così tanto da non usarla più”. La prima persona intervistata dice: “non potrei permettermi di viaggiare se non usassi RyanAir”. Insomma, chi critica RyanAir sputa sul piatto dove mangia.

Ne ho sentite tante sulla RyanAir. Le battute più esilaranti (per chi le fa, non per me) riguardano in genere i soldi da pagare per i chili in eccesso o le carte di imbarco non stampate, lo shampoo da 1 litro buttato via ai controlli di sicurezza, l’amico “costretto” a sedersi lontano … tutte cose di cui uno viene avvertito prima di prenotare e poi tramite email. Ci sono anche queste chicche qui:

Non ci sono voli per Venezia questo Natale, ti rendi conto? Non è mica giusto! E noi adesso come facciamo a tornare a casa?

Francamente, quelli di RyanAir se ne infischiano. E fanno bene. Siccome RyanAir è un’azienda orientata al profitto e non un ente benefico, non è tenuta a farsi carico del problema sociale dei cervelli in fuga che vogliono tornare a casa per Natale a scafarsi di cibo.

Non mi fanno portare il cane

Che animali! Quelli di RyanAir, naturalmente, non il vostro delizioso cagnolino che moltissime altre compagnie – incluse compagnie nazionali molto più care – non vi permetteranno di far salire a bordo. Ebbene sì, a differenza di quel che fa credere un titolone su un importante sito italiano, non sono solo quegli stronzi di EasyJet e RyanAir a bandire gli animali dai voli.

https://pixabay.com/it/aereo-aeromobili-commerciale-744876/

E poi arrivò lei…

Come se non bastassero le sciocchezze che dovevo sentire da amici  o colleghi, mi sono imbattuta in questo articolo scritto da un noto personaggio della TV. La tizia è famosa per far satira e di solito è molto brava. A volte però non ci riesce. Non faccio il nome perchè non ho alcun interesse a parlare male di questa persona, che mai ho conosciuto in vita mia. Non ne critico nemmeno la professionalità. Ma non riesco proprio a digerire certe frasi che ha scritto: trasudano arroganza e ignoranza, una combinazione che scatena in me istinti primordiali di cannibalismo. Per esempio:

abusi molteplici che conoscerete: soldi che ti sfilano con ogni pretesto senza nessuna proporzione tra il problema e la pena pecuniaria

Non vedo abuso alcuno nel vendere legalmente prodotti e servizi. Sì, i chili in eccesso rispetto ai 15 che avete già pagato in prenotazione sono un servizio che vi danno: vi permettono di portare a bordo più di quel che avete prenotato. Se volete usufruire di questo servizio pagate, come si paga qualunque altro servizio disponibile sul libero mercato. Se non volete pagare, fate in modo che la vostra valigia non pesi più di 15kg. Altre compagnie vi consentono di portare a bordo più di 15 kg? Vero, ma quasi sempre vi costa meno acquistare un biglietto RyanAir più chili in eccesso che un biglietto di una compagnia nazionale (non low-cost, per intenderci).

ma questa è una multa non è un prezzo possibile e le multe le possono fare i vigili i tribunali non una compagnia privata.

Intanto, apprezzerei una virgola qua e là. Poi ribadisco che non stiamo parlando di multe ma di “servizi aggiuntivi”. Per i servizi base, tipo il posto a sedere sull’aereo o l’aria che respirate, non si paga nessun sovrapprezzo.

una rapina continua

Ancora?? Qualcuno si è mai sentito rapinato quando è entrato in un negozio e gli son stati chiesti dei soldi per acquistare un oggetto?

è mai possibile che sia lecito considerare le orecchie dei passeggeri come uno spazio pubblicitario libero dove strombazzare quello che vuoi?

Non nego che le continue sollecitazioni all’acquisto del personale di bordo RyanAir – e prima i cibi caldi, e poi le bevande, e poi le sigarette, e poi i profumi, e poi i gratta e vinci e poi e poi e poi – sia fastidiosa, ma fa parte delle politiche commerciali dell’azienda. Hanno deciso che sui loro voli vogliono vendere, e direi che fanno bene visto che nonostante tutte le lamentele sulle hostess che passano col carrellino i voli son sempre pieni di gente che spende soldi. Sì, la cabina è un loro spazio pubblicitario libero dove possono strombazzare quello che vogliono. Se non ti piace, vola con un’altra compagnia. Va anche aggiunto che il personale di bordo DEVE vendere il più possibile, perchè l’ammontare delle vendite è uno dei fattori in base al quale vengono giudicati. Io devo dire che a rendere un incubo i miei voli non sono mai stati hostess e steward ma i passeggeri. Gente che parla a voce alta senza alcun rispetto per gli altri. Gente che vuole sedersi su un posto diverso da quello che gli è stato assegnato. Gente che se potesse metterebbe nella cappelliera – gratis – anche la nonna. E non perchè questo fa parte del loro lavoro, ma semplicemente perchè sono maleducati.

io non credo che possa essere legale. Direi che lo è, sennò avrebbero chiuso baracca e burattini da un bel po’.

Un commento che lascia il tempo che trova. Il mondo è pieno di aziende che fanno cose illegali e ciononostante non chiudono baracca e burattini. Comunque sì, far pagare per un bagaglio a mano che non è delle dimensioni consentite o per non aver stampato la carta d’imbarco è assolutamente legale.

un cretino al microfono che si permette pure di imporci le sue battute un umorismo come quello che possono avere i secondini con i carcerati

Il cretino di cui parla è un povero cristo che deve sbarcare il lunario. Nessuno pretende da lui che sia un comico professionista. L’autrice dell’articolo, che per professione ha fatto ridere molte persone, magari non è preparata a gestire il panico di 200 passeggeri durante un atterraggio di emergenza. Ognuno ha le sue competenze: rispettiamole.

(l’unica che si alza nell’aereo pieno tutti coraggiosi come al solito)

Paladina della legge! Le manca solo la gonnellina e diventa Sailor Moon! Non le è venuto in mente che forse gli altri non sono dei cagacazzi come lei e non perdono tempo in queste minchiate?

già dall’inizio mi aveva colpito la sua variante alla formula classica. anziché: ” gli assistenti di volo vi mostreranno alcune norme di sicurezza”, “gli assistenti di volo vi mostreranno alcune norme di sicurezza che dovete ascoltare in assoluto silenzio”.

E il problema dove sta? Se hanno variato la formula classica, probabilmente è perchè i passeggeri facevano un tale casino che non si riusciva a sentire niente. Ricordo che anche se tutti le considerano delle mere formalità (o in maniera schietta, delle rotture di coglioni), le norme di sicurezza possono all’occasione giusta salvarvi il culo.

“io faccio il mio lavoro se non glie sta bene sa che cosa fa? la prossima volta prende un’altra compagnia”

Non il massimo della professionalità, ne convengo, ma data l’arroganza con cui è stato scritto l’articolo è possibile che con la stessa arroganza l’autrice dell’articolo si sia rivolta al personale di bordo. Il quale, comprensibilmente, ha sbottato.

quando gli ho chiesto il nome che credo sia obbligato dare,

Non so se per i voli è diverso, ma quando lavoravo al call centre mi era stato esplicitamente detto che non era tenuta a dare il mio nome e cognome. Di fatto, non ho mai dato il mio cognome a nessun cliente.

è una piccola cosa ma si comincia dalle piccole cose. E’ la prima cosa su cui siamo d’accordo.

Ma non sarebbe opportuno riservare la mobilitazione popolare a cose più serie?

Rispetto per i lavoratori, di qualunque compagnia

All’autrice dell’articolo di cui sopra vorrei dire un paio di cose:

1. Prima di lamentarsi dell’inglese altrui, cura il tuo italiano e i refusi, di cui l’articolo è pieno. (sì, anche i miei articoli son pieni di refusi ma non mi sono mai lamentata dell’inglese altrui)

2. Prova sulla tua pelle cosa vuol dire ***lavorare***, non per esprimere te stessa attraverso l’arte o per denuncia sociale o per una qualche altra “alta” ragione, ma per la bassa, umana, necessità di mangiare. Dimmi come ti senti dopo otto ore di un lavoro stressante, alienante, con orari massacranti, in cui sei stata trattata a pesci in faccia da gente come te che non ha alcun rispetto.

3. Finale dell’articolo, in maiuscolo eh (perchè le urla dello steward RyanAir son fastidiose ma il suo maiuscolo online non lo è mica): DIMENTICAVO OGGI SONO A OTRANTO A PRESENTARE DRAQUILA. Della serie RyanAir fa schifo, io invece sono una figa, venitemi a vedere. Mavvanfaculo, va’! E fammi il favore, vacci alla velocità di un Concorde.

Massima solidarietà invece ai lavoratori RyanAir, che come tutti quelli che lavorano a contatto col pubblico devono subire giornalmente ogni sorta di sopruso e umiliazione.

Italiani, non prendete RyanAir (o se lo fate, non lamentatevi)

Che gli italiani non sapessero viaggiare con RyanAir lo aveva già “scoperto” anni fa un tal Gabriele Massari in un suo popolarissimo post dal titolo Italiani, non viaggiate con Ryanair, non ne siete in grado!  L’avrò letto un milione di volte e ancora mi piscio addosso dalle risate. Semplicemente, riassume tutto ciò che io penso sui passeggeri della compagnia low cost più famosa-famigerata al mondo.

Il punto fondamentale è questo: RyanAir è una compagnia low cost, basa tutta la sua politica commerciale sul prezzo, non ha mai voluto attrarre clienti con la prospettiva di un viaggio comfortevole o lusso. Comfort e lusso si pagano: se questo è ciò che volete, è un desiderio assolutamente legittimo però allora volate con altre compagnie. Se invece volete spendere poco, scegliete RyanAir e accettatene le limitazioni. Il patto è chiaro: costa poco, dà poco. Non ci sono altre compagnie per la tratta che vi interessa? Non è con RyanAir che vi dovete lamentare. Se ancora non fosse chiaro, ricordo che non è un ente benefico e non ha a cuore i problemi dell’umanità ma solo il bilancio annuale.

Per finire vi svelo un segreto confidatomi da un ragazzo che fa il corso pilota e ha già un tot di ore di volo sul curriculum: ai piloti stanno sul cazzo gli imbecilli che applaudono dopo l’atterraggio. Quindi fate un bene all’umanità: state zitti, rimanete seduti e tenete la cintura allacciata fino a quando si spegne il segnale luminoso. Quando si è spento, alzatevi con calma, prendete il vostro bagaglio dalla cappelliera e andatevene in santa pace. Se vi riesce, fate un sorriso alla hostess mentre uscite.

https://pixabay.com/it/aeroporto-aereo-ryanair-basso-costo-746174/PS

Io ce li ho dei miei personali dubbi su RyanAir. Non riguardano i panini in vendita in cabina o i soldi da pagare per portarmi in vacanza 10 paia di scarpe in più rispetto a quel che mi serviva. Riguardano la sicurezza e i diritti dei lavoratori. Da nessuno di quelli che fanno i simpaticoni con i dipendenti RyanAir (leggi: prendono per il culo) ho mai sentito fare un discorso serio su queste tematiche. Della serie, ciò che conta è solo spendere poco. Se poi l’aereo rischia di non avere abbastanza carburante per atterrare, chi se ne frega?

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Scopri le birre artigianali irlandesi con il mio ebook

Ve lo ricordate il Birre Artigianali Irlandesi – Dublino Pub Tour? E’ il tour che ho ideato e condotto dal 2015 al febbraio 2016, il primo tour a tema birre artigianali in lingua italiana nella città di Dublino.

Ora potete svolgere il tour in piena autonomia, senza bisogno di me! Al costo di un euro (sì, SOLTANTO UN EURO!) potete acquistare il mio ebook Birre Artigianali Irlandesi Dublino Pub Tour.

Contiene tutte le informazioni necessarie per fare il tour da soli:

  • itinerario dettagliato
  • descrizione dei pub
  • birre consigliate, con tre degustazioni a tema
  • punti di interesse turistico
  • informazioni pratiche (orari di apertura, trasporti, sicurezza, minorenni al pub…)

Questo tour vi farà scoprire Dublino al di fuori dei circuiti turistici tradizionali ed è la migliore introduzione al mondo delle birre artigianali irlandesi.

Birre Artigianali Irlandesi Dublino pub tour

Tutti possono farlo! Il degustatore esperto potrà aggiungere al suo personale elenco birre difficili se non impossibili da trovare in Italia; chi non ha mai assaggiato una birra artigianale scoprirà che questa bevanda ha un’incredibile varietà di profumi e gusti; l’appassionato d’Irlanda potrà avvicinarsi ad una Dublino più “autentica”, meno turistica.

Che aspetti? ACQUISTALO SUBITO

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