Racconta il tuo viaggio e vinci un altro viaggio

Chi mi legge da tempo sa che, nonostante un feticismo editoriale per le Lonely Planet, considero lo scambio gratuito di consigli tra viaggiatori la più attendibile e interessante fonte di informazioni turistiche.

Uno dei siti che spulcio in cerca di informazioni è Travel365.it, per il quale tempo fa avevo scritto un articolo su una destinazione a me molto cara. Da qualche mese il sito organizza un concorso per diari di viaggio che è un’occasione per trovare spunti e informazioni utili per organizzare il proprio viaggio. I diari di viaggio pubblicati non sono necessariamente scritti da travel bloggers: la community di Travel365 è aperta a tutti coloro che desiderano condividere le proprie esperienze di viaggio.

Perché mi piace?

Vi segnalo questo sito rispetto ad altri in cui è possibile pubblicare i propri racconti di viaggio per due motivi:

  • una grafica “pulita”, che non disturba la lettura. Troppe volte in altri siti con diari personali mi sono infastidita a leggere perché la formattazione era inesistente e la grafica del sito caotica e dispersiva. Io sono una persona con poca pazienza!
  • possibilità di fare una ricerca (funzionante) impostando diversi parametri, evitando di perdere tempo a leggere diari su destinazioni o tipologie di viaggio che non ci interessano

Il terzo motivo per cui ve lo segnalo è ovviamente il concorso, al quale partecipano automaticamente tutti coloro che pubblicano il proprio diario di viaggio. Il premio in palio è… un altro viaggio! :)

diaridiviaggio

Leggi e vota i diari di viaggio

I diari di viaggio che potete leggere sono molto diversi tra loro, perché ovviamente ciascuno riflette i gusti e il carattere di chi lo scrive. E’ questo, secondo me, a renderli più interessanti dei siti degli uffici turistici.

Tutti i diari però seguono uno schema comune indicando la durata dell’itinerario di viaggio seguito, il racconto del viaggio giorno per giorno e informazioni pratiche per chi vuole seguire lo stesso itinerario: budget di spesa e tipologia di viaggio (in solitaria, in coppia, con amici, in famiglia). E’ possibile impostare una ricerca per meta, budget o tipologia di viaggio.

Le destinazioni coperte dai diari di viaggio di Travel365 sono le più disparate: destinazioni italiane, europee ed extraeuropee che soddisferanno tutte le vostre curiosità di viaggio. Leggerli può essere un modo per scoprire o apprezzare di più mete vicine a casa che troppo spesso snobbiamo perchè… son vicine. Oppure per chiarirsi le idee su quanto costa un viaggio in una destinazione esotica.

Quando e perché leggo i diari di viaggio?

Io leggo le esperienze altrui per cercare informazioni utili all’organizzazione di un viaggio che ho già programmato o per cercare spunti e idee per destinazioni che non avevo considerato. Li leggo anche per il puro piacere della lettura!

Perché votare?

Se avete letto un diario di viaggio che vi è particolarmente piaciuto o che avete trovato utile votatelo.  Sì perché tutti i diari di viaggio pubblicati partecipano a un concorso: a me sembra sempre un bel gesto ricambiare la gentilezza altrui e con un solo click potete far sapere all’autore di quel diario che lo avete apprezzato e magari fargli anche vincere qualcosa.

Scrivi il tuo diario di viaggio e vinci un altro viaggio

Condividere le proprie esperienze di viaggio con un diario online è al tempo stesso un modo per metterle nero su bianco, e quindi ricordarle più a lungo, per raccontare ad amici e parenti com’è andata e per dare informazioni utili ad altri viaggiatori.

Grazie al concorso di Travel365.it è anche un modo per vincere un voucher RyanAir da 100 euro. Un premio senz’altro molto gradito da tutti coloro che amano viaggiare.

Partecipare è semplice. Basta iscriversi al sito e diventare così uno degli autori della community di Travel365. Una volta iscritti, si può pubblicare il proprio diario di viaggio. La scelta dell’argomento è libera, così come la lunghezza del diario.

Ogni mese il diario di viaggio più votato dai lettori vince un voucher RyanAir da 100 euro. Nessuna estrazione a sorte, solo il parere dei lettori! Quindi scrivete cose interessanti, utili, originali. E fate belle foto, perché anche l’occhio vuole la sua parte ;)

Se vuoi saperne di più leggi il regolamento ufficiale.

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Beer Academy: informazioni e consigli

Dopo aver pubblicato l’articolo su come diventare Beer Sommelier ho ricevuto un paio di e-mail di persone che volevano informazioni sui corsi Beer Academy da me frequentati. Ho pensato di rendere pubbliche le informazioni che ho dato in privato, casomai ci fosse qualcun altro interessato. Se avete altre domande scrivete un commento qui sotto o contattatemi in privato.

Beer Academy: cos’è

Beer Academy è una branca dell’Institute of Brewing and Distilling (IBD) del Regno Unito che si occupa della formazione nel settore birra. La sede IBD si trova a Londra, a due passi dal Tower Bridge, ma i corsi di Beer Academy vengono organizzati in molte città del Regno Unito ed occasionalmente anche in Irlanda.

I corsi organizzati da Beer Academy, tutti in lingua inglese, sono:

  • Foundation (un giorno)
  • Advanced (un giorno)
  • How to Judge a Beer (un giorno)
  • Beer and Food Matching (mezza giornata)
  • Beer Steward (corso online)
  • 90 minutes tastings

Solo i primi tre sono obbligatori per sostenere l’esame da Beer Sommelier, anche se secondo me c’è bisogno di molto self-study per superare l’esame.

logo Beer Academy London

I corsi di Beer Academy: domande frequenti

Posso frequentare tutti i corsi in un’unica settimana?

A volte sì, a volte no. Beer Academy non ha un calendario fisso, i corsi vengono organizzati più volte nel corso dell’anno in diverse città UK e in alcuni casi si riesce ad “accorpare” più corsi in una stessa settimana.

Sul loro sito trovate tutte le date dei prossimi corsi:

www.beeracademy.co.uk (le date sono sulla pagina di ogni singolo corso)

Per frequentare i corsi è necessario sapere bene l’inglese?

Assolutamente SI. Un inglese scolastico non è sufficiente per riuscire a seguire i corsi di Beer Academy: sono pensati per persone madrelingua (la stragrande maggioranza di chi li frequenta viene dal Regno Uniti) e sono tenuti da docenti madrelingua che non hanno alcuna esperienza di insegnamento di lingue e che quindi non sono in grado di modulare il loro tono di voce.

Consigli i corsi a chi non vive in Inghilterra?

Sì e no, dipende dalle aspettative e dalle necessità di chi si iscrive.

Quali sono i pro e i contro di frequentare un corso da sommelier di birra in Inghilterra?

Partiamo dai contro :(

Uno è facile da intuire: il costo. I corsi di per sé non sono economici, a questo dovete aggiungere le spese per l’aereo e per l’alloggio. Il Regno Unito ahimè non è esattamente una destinazione low cost. Due: questi corsi sono poco noti in Italia, anzi direi che nessuno delle persone a cui ne ho parlato li conosceva. Conosco ancora poco il mondo della birra in Italia, ma mi sembra molto italocentrico, poco aperto alle esperienze all’estero. Dovette mettere in conto la possibilità di non vedere riconosciuto o valorizzato lo sforzo che avete fatto. Il terzo l’ho già detto, è la lingua: se non ve la cavate con l’inglese avrete difficoltà a seguire i corsi.

Veniamo ora ai pro :)

Frequentare i corsi di Beer Academy vi permette di studiare in un paese dalla forte tradizione birraia, e questo secondo me è un grande plus. Aver studiato all’estero vi dà una formazione internazionale, spendibile anche al di fuori del Regno Unito (con qualche perplessità sull’Italia…). Sebbene anche all’estero l’accesso alla professione di sommelier della birra non sia regolamentato, Beer Academy è riconosciuto nei paesi anglosassoni come l’ente di formazione di riferimento nel settore beverage.

bottiglie di birra al Lambic Museum in Belgio

In cosa consiste l’esame?

La prima parte dell’esame è quella teorica: si parla del vostro portfolio, delle vostre esperienze, degli abbinamenti cibo-birra e tutto quel che può venire in mente in quel momento all’esaminatore (purché sia argomento dei corsi, naturalmente!). Secondo me serve più che altro a rompere il ghiaccio.

La parte più importante dell’esame è quella pratica, vi verranno presentate delle birre e voi dovrete descriverle. Dovrete anche riconoscerne lo stile (non la marca), ma non è strettamente necessario indovinarlo per tutte le birre. La cosa fondamentale è saper descrivere adeguatamente una birra, utilizzando il lessico imparato durante il corso. Le birre vengono presentate a gruppi di tre, e credo che in totale i gruppi fossero 4 (o 5? ora ho un dubbio).

Un’altra parte dell’esame consiste nel riconoscimento degli off-flavours. Vi vengono presentate 6 birre, una è la birra campione, le altre sono la stessa birra però “difettata” e per ognuna bisogna riconoscere l’off-flavour.

Le birre dell’esame non sono necessariamente birre “di qualità”, nel senso di costose o pregiate: alcune sono comunissime light lagers che trovate nei supermercati. questo perchè il beer sommelier deve saper riconoscere tutti gli stili di birra.. poi ovviamente se volete fare un evento degustazione sceglierete delle birre più particolari :)

E’ difficile da superare?

No se avete studiato e degustato, sì se pensate di tirare a caso

Hai consigli per superare l’esame?

Sì: degustate, degustate, degustate. E leggete. In inglese ci sono tantissimi libri sulla birra (alcuni ve li consiglio qui); se poi volete fare sul serio potete scaricarvi le Style Guidelines del Beer Judge Certification Program: sono molto più di quel che richiede l’esame Beer Academy, ma io le ho trovate utilissime per farmi una formazione completa.

la stella del Beer Sommelier

Preparare il portfolio per l’esame da Beer Sommelier

Le persone che mi hanno scritto erano preoccupate dal fatto che non avessero esperienze professionali nella drinks industry e non sapessero cosa scrivere nel portfolio da presentare per iscriversi all’esame. Nemmeno io all’epoca, e neanche adesso a dire il vero, mi guadagnavo da vivere lavorando nel settore birra, eppure ho superato l’esame. Come ho fatto? Ho raccontato la verità.

Qualunque cosa che possa dimostrare il vostro interesse per la birra, anche se svolto a livello puramente amatoriale-hobbystico, può far parte del vostro portfolio.

A puro titolo esemplificativo, riporto qui le esperienze che ho inserito nel mio portfolio per l’esame Beer Academy:

  • ideazione e conduzione di un tour a tema birre artigianali a Dublino
  • serie di eventi-degustazione per un beer shop (ho portato le liste di birre che volevo far assaggiare, create da me: gli eventi però non sono mai riuscita a farli!)
  • menu degustazione con birre irlandesi e formaggi italiani
  • scrittura articoli su birra e turismo per il mio blog
  • partecipazione alla European Beer Bloggers and Writers Conference
  • volontariato ad ABV Beer Fest
  • iscrizione all’associazione Beoir e al gruppo Dublin Ladies Craft Beer Society
  • iscrizione ai corsi Degustazione Tecnica della Birra e Luppolo del CERB di Perugia che avrei seguito in data successiva all’esame

Per il mio esame la discussione del portfolio è stata veramente brevissima, ma l’aver portato dei menu di abbinamenti cibo-birre interessanti mi ha fatto saltare tutte le domande su questo argomento: secondo loro avevo già dimostrato di saperne in materia! :)

Spero di avervi aiutato! Se volete ringraziarmi potete sempre offrirmi una birra, io non mi offendo ;)

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Viaggi in autobus low cost

Uno dei (tanti) motivi del mio rientro in Italia era perché ne avevo le palle piene di spostarmi in aereo ogni volta che volevo vedere la mia famiglia. Ora da Perugia a Padova ho diverse opzioni tra treni, macchina privata, car sharing e autobus. La più conveniente per me è viaggiare in autobus con Flixbus.

Flixbus è una compagnia di autobus tedesca presente da circa un anno anche in Italia con viaggi bus low cost per destinazioni nazionali e internazionali.

L’ho provata in diverse occasioni e sono entusiasta. Perché?

  • i prezzi sono estremamente convenienti
  • gli orari per me sono buoni, niente levatacce alle tre del mattino per prendere un volo Ryanair
  • il sito è ben fatto e la procedura di prenotazione davvero semplice
  • gli autobus sono tutti nuovi e molto comodi
  • sono sempre arrivata puntuale
  • dettaglio da non sottovalutare, gli autisti sono gentilissimi e simpatici, niente a che vedere con gli autisti musoni del trasporto pubblico
  • attenzione alla sicurezza: gli autisti sono tenuti a rispettare tassativamente le soste previste secondo la legge per la sicurezza (cosa che dovrebbero fare tutti, ma che spesso non accade)

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I prezzi di Flixbus

Naturalmente, il prezzo è la ragione principale che mi fa preferire Flixbus ad altre compagnie di autobus o ad altri mezzi di trasporto.

Qualche esempio

Per andare da Padova a Perugia (sola andata, tasse incluse, un solo cambio) ho speso 14 euro, 5 in meno di un treno che mi lascia a mezz’ora da Perugia. Per la tratta Perugia-Bologna (autobus diretto) sono riuscita un paio di volte a trovare l’offertona da un euro e una volta ho speso 5 euro.

Offerte

Oltre ai prezzi regolari di per sè interessanti, Flixbus offre continuamente nuove promozioni sul proprio sito. Per sapere le offerte in corso clicca qui.

Ulteriori promozioni sono disponibili per chi scarica l’app Flixbus, per saperne di più leggi qui.

Consigli

Per spendere il meno possibile prenota con largo anticipo e, se possibile, cerca di essere flessibile con data e orario di partenza.

Le tratte

Con Flixbus puoi viaggiare in Italia e in Europa, effettuando sia viaggi brevi di un’oretta circa che viaggi molto lunghi di diverse ore, compresi viaggi notturni.

Per vedere l’elenco aggiornato delle destinazioni servite da Flixbus clicca qui oppure visualizza la mappa delle tratte.

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Servizi a bordo

Tutti gli autobus Flixbus sono dotati di toilette, cosa molto utile per una vecchia incontinente come me :)  Per i viaggi lunghi sono previste delle soste.

Il wifi gratuito funziona benissimo e c’è una presa di corrente ogni due sedili: basta portare con sé il proprio smartphone o pc per lavorare, postare sui social network, guardare un film, ascoltare musica… basta con i viaggi noiosi che sembrano non finire mai!

Bagagli

Flixbus ti consente di portare con te GRATUITAMENTE due bagagli per un totale di 30kg più un piccolo bagaglio a mano.

Può sembrare eccessivo o inutile per chi viaggia in bus, invece per me che mi devo spostare continuamente tra la casa della famiglia e la casa dove vivo è utilissimo. Posso “traslocare” un po’ alla volta riportandomi nella nuova casa oggetti d’infanzia, abiti e libri, così come posso portare specialità tipiche umbre in Veneto e specialità tipiche venete in Umbria: scambi culturali enogastronomici che Flixbus mi consente di fare senza ansie da peso in eccesso. Altro che pagare 20 euro per i 15 kg della valigia in aereo!

Cancellazione facile e gratuita

Hai comprato un biglietto ma non puoi più viaggiare? Niente paura. Flixbus ti permette di cancellare la tua prenotazione in modo semplicissimo, senza dover chiamare un call centre e stare ore in attesa.

Puoi farlo direttamente dal sito fino a 15 minuti prima della partenza senza pagare alcuna penale. Non solo non paghi la penale, ma i soldi che avevi speso per il biglietto ti vengono ridati: sì, hai letto bene, dopo aver cancellato la prenotazione Flixbus invia alla tua casella di posta un voucher dell’importo da te speso che potrai utilizzare per acquistare un nuovo biglietto.

Fantastico, no? Basta ansie da prenotazione, “meglio che prenoto adesso perché costa poco o meglio che aspetto perché se poi non vado perdo i soldi?”. A me è capitato di dover cambiare biglietti e con tutte le altre compagnie, aerei bus o treni, ci ho rimesso soldi. Con Flixbus ho cancellato una prenotazione due giorni prima della partenza e NON CI HO RIMESSO NIENTE.

Prenota subito il tuo bus

Prenotare è semplicissimo, puoi farlo usando il box qui sotto:

Le opinioni riportate in questo articolo sono mie e sono state scritte liberamente. Non ho ricevuto soldi per scrivere questo articolo, ma sono iscritta al programma di affiliazione Flixbus: se prenoti tramite il mio sito io ricevo una piccola commissione, mentre tu non paghi niente di più. Se vuoi saperne di più sulle affiliazioni leggi qui.

Tutte le informazioni in questo articolo sono valide alla data di scrittura. Per informazioni aggiornate sui servizi e le condizioni d’uso di Flixbus consultate il sito ufficiale dell’azienda.

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Hostelle, l’ostello per sole donne ad Amsterdam

Donne in viaggio verso Amsterdam, cercate un ostello carino ed economico? Vi consiglio Hostelle

Sono stata ad Amsterdam in agosto, nel pieno della stagione turistica. Il mio budget limitato mi imponeva come sempre di andare a dormire in ostello, ma dato il periodo e data la fama di Amsterdam temevo di finire in uno stanzone preso d’assalto da ventenni alla loro prima vacanza da soli in cerca di facile sballo con canne (semi)legali e alcol. Sia chiaro, non ho niente contro il divertimento notturno, semplicemente all’età di 30 e passa anni preferisco DORMIRE.

Nel tentativo di trovare un’alternativa ai party hostel che non mi prosciugasse il conto in banca mi sono imbattuta in Hostelle, un ostello per sole donne.

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Mi sono detta che un ostello per sole donne non poteva attirare giovani a caccia di parties, per due motivi:

  • i maschi non ci possono entrare manco volendo
  • le donne in cerca di divertimento (e avventure estive) non sceglierebbero certamente un ostello in cui i maschi non possono entrare

Perfetto, dunque. Va detto che non è esattamente un ostello economico, ma Amsterdam è una città molto cara per gli alloggi e i prezzi di Hostelle sono buoni in rapporto alla qualità dell’alloggio.

Perché consiglio Hostelle (female only hostel)

L’ostello, al quarto piano di un palazzo quasi vuoto, è molto carino e arredato in modo semplice ma funzionale, con qualche tocco originale molto carino… come la toilette a tema Hello Kitty! (c’è anche quella a tema regina Elisabetta, se preferite)

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hello kitty

La colazione non è compresa nel prezzo, ma si possono avere caffè e the illimitati, inoltre c’è una cucina, la migliore che io abbia mai trovato in un ostello per pulizia e accessori in dotazione (leggi: VERE pentole che non appartengono all’età della mia bisnonna).

La zona comune è molto ampia, con un divano che invita all’ozio, una tv con numerosi dvd a disposizione, un computer e diversi tavoli. Anche le stanze sono luminose e ampie, io ho dormito nel dormitorio da 6 e in camera avevamo anche un divano e un tavolino.

Il wifi (gratuito) funziona benissimo, l’ho usato tutti i giorni per ore (lavoro e svago), quindi ve lo posso assicurare!

Lo staff varia, la prima receptionist che ho trovato onestamente era una vera cafona, ma le altre andavano dal professionale al super amichevole.

Tocchi al femminile: oltre ad alcuni dettagli di arredamento rosa e decisamente “female”, gli assorbenti in bagno e l’asciugacapelli in camera.

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In generale io mi sono trovata molto bene, è stato l’ostello che in assoluto mi ha fatta sentire più a casa mentre ero fuori casa! Mi è piaciuta moltissimo l’atmosfera tranquilla e poco rumorosa, era esattamente ciò di cui avevo bisogno.

Dove si trova Hostelle

L’ostello per sole donne si trova nella moderna e tranquilla zona di Amsterdam ZuidOost, a pochi minuti a piedi dalla stazione metro di Bijlmer Arena, comodissima per andare in centro o all’aeroporto.

Non ci sono locali o possibilità di divertimenti in zona, se si esclude la Heineken Music Hall, ma se volete star fuori oltre l’orario di chiusura della metro potete tornare dal centro con un bus notturno.

In compenso la zona è piena di negozi dove potete acquistare cibo e bevande se volete fare i vostri pasti in ostello. E’ il modo migliore per risparmiare!

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A chi consiglio Hostelle

Hostelle è la soluzione perfetta per donne di ogni età che cercano un alloggio pulito, tranquillo, di qualità, a prezzi abbordabili nella città di Amsterdam. Questo ostello è adatto a tutte le tipologie di viaggiatrici:

  • viaggiatrici solitarie molto indipendenti
  • gruppi di amiche
  • donne in viaggio con le proprie figlie

L’ambiente è tranquillo ma, nonostante una bellissima zona comune, è poco social, per questo lo sconsiglio a chi cerca di fare vita sociale in ostello. In particolare sconsiglio Hostelle a:

  • gruppi di party girls che vogliono continuare il divertimento anche in ostello
  • viaggiatrici solitarie che prenotano un ostello per fare amicizia

Prenota il tuo ostello ad Amsterdam



Booking.com

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Late Beer Blogging

Cronache di 10 birre in 50 minuti

Il live beer blogging è l’highlight della European Beer Bloggers and Writers Conference. Immaginate uno speed dating con mastri birrai: ogni 5 minuti un birraio diverso presenta il suo birrificio e una birra ai bloggers seduti al tavolo i quali, in 5 minuti ripeto, degustano la birra, fanno domande al mastro birraio e postano online. I bloggers seri. Io invece che sono cialtrona mi limito alle prime due.

Ma quest’anno mi sono diligentemente appuntata un commento per ogni birra degustata, ed ecco a voi la lista! Sono 10 birre olandesi, alcune distribuite all’estero altre solo in Olanda, tutte da provare.

Enjoy!

KEES BARREL PROJECT

Meglio di una cioccolata calda!

birre olandesi

OEDIPUS SWINGERS GOSE

Scorza di lime e sale marino per toglierci la sete

birre olandesi

DE PRAEL IPA

Malto d’orzo e malto di frumento biologici per un’IPA amara ma non troppo

birre olandesi

BROUWERIJ’TIJ IPA

L’IPA più sexy d’Olanda… quando si dice che una birra ha corpo!

birre olandesi - sexy ipa

birre olandesi

BAXBIER SMOKED PORTER

Non può non venire voglia di barbecue bevendo questa meravigliosa affumicata

BirreOlandesi (6)

DUITS & LAURET

…un’altra affumicata! Questa l’abbino al blue cheese

BIRRE OLANDESI

KOMPAAN HAND LANGER DOUBLE IPA

8 gradi e non sentirli

BIRRE OLANDESI

OERSOEP BRETTALICIOUS

Qualcuno osa dire che far birra è roba da uomini? Assaggiate questa brett saison da una female brewer… assolutamente brettalicious!

BIRRE OLANDESI

SAISON 5

Saison e langustines… voilà!

BIRRE OLANDESI

EMELISSE WHITE LABEL

Il cerchio si chiude! Un’altra fantastica barrel aged

BIRRE OLANDESI

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Chiuso dal 15 al 25 agosto

Vado ad Amsterdam per la European Beer Bloggers and Writers Conference. Già che ci sono mi fermo qualche giorno in più per visitare la città. E poi tornando mi fermo un po’ a Padova.

Come sempre durante le trasferte limiterò al minimo indispensabile l’uso del pc. Risponderò ai vostri messaggi al mio ritorno.

Fate i bravi :)

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Diario #2

Secondo estratto dal mio diario del 2006. Ancora non leggevo travel blogs e non sapevo chi fossero i nomadi digitali, ma già sognavo una vita più “umana”, con orari flessibili e senza legami con un luogo specifico. Insomma, ero già nei miei desideri una lavoratrice freelance che grazie a un computer e a una connessione Internet può lavorare ovunque e permettersi così di viaggiare più a lungo.

A distanza di dieci anni sto ancora “lavorando” per realizzare questo mio sogno, ma è bello leggere i miei pensieri di tanto tempo fa e accorgersi che, fax a parte, non sono cambiati per niente.

lucciole

Lucciole

Quando ero piccola credevo che tutto il mondo fosse una pianura, con poche eccezioni che, in quanto tali, avevano un nome preciso (montagna). Non esisteva invece nella mia testa il vocabolo “pianura” perchè era come dire il mondo: l’onnicomprensivo non ha bisogno di essere definito. Ero anche convinta che Milano fosse il Veneto, e così buona parte delle città d’Italia, ad esclusione di quelle “palesemente” meridionali come Napoli, Bari, Palermo e di Roma, perchè è la capitale. Di Firenze non ho memoria: so che a mia madre piaceva molto, e quindi devo aver pensato che era in Veneto.

Poi, non so a che età (a scuola o a casa?) ho scoperto che Milano è in Lombardia. Fu un colpo. Per me fu peggio che scoprire la verità su Babbo Natale: a quella io e mio fratello ci eravamo arrivati da soli, già da un bel po’. Scoprii anche – e qui è merito dell’ora di geografia a scuola – che ci sono intere regioni, e persino nazioni, dove non c’è nemmeno una pianura. Il mondo di chi vive lì non è il mondo piatto in cui vivo io. Il loro occhio non è abituato a viaggiare all’infinito come il mio, a rincorrere un orizzonte che non troveranno mai. Il loro occhio è abituato a giocare a nascondino, a cercare il sole tra un monte o una collina. Mondi di linee rette, e mondi di linee curve.

Quando ero piccola riconducevo tutto al mio limitato bagaglio di esperienze. E così Milano stava in Veneto, il mondo era una pianura. Esisteva un’unica possibilità di vivere la mia vita, che era quella conosciuta. Ci sono persone che non ampliano il loro bagaglio di esperienze, e continuano a credere che l’unico modo di vivere la loro vita sia appunto quello che stanno vivendo. Non è neanche una loro convinzione o pensiero: semplicemente il problema non si pone, è così e basta. Non è che gli 0 o gli 1 di un sistema binario si chiedono come sarebbe fare la vita di un 8 o di un 9 in un sistema decimale. L’8 e il 9 sono possibilità che in un sistema binario non esistono. O sei 0 o sei 1.

La vita però non è un sistema binario. Esistono infiniti modi di esistere, e abbiamo pure la possibilità di scelta.

Non sono stata sempre ferma, e quindi ho potuto e voluto vedere tanti modi diversi di vivere la propria vita. Ho visto la vita nelle capitali. nelle grandi città, in città medie come quella in cui sono nata e vivo, in paesetti  della pianura padana, nell’isoletta da 8000 anime. Ci ho pensato su varie volte e ho sempre pensato che la mia dimensione fosse questa. Questa che vivo, la stessa che ho sempre vissuto. Ma perchè dev’essere per forza questa? Se penso a ciò che mi dà gioia, non è la città la mia dimensione. L’aria aperta, il rumore del mare, una notte fatta di luna e di stelle non di luci rossastre, il verde, gli alberi da frutto, le strade senza semafori o stop, senza automobilisti nervosi e arroganti. Questo mi dà gioia.

Ho visto una dimensione nuova in questi giorni, che mi era totalmente sconosciuta. Paesi sperduti nelle colline, a venti minuti dalla strada “grande”, quella che porta nelle città, e dal mare. Venti minuti di strada senza semafori, code, nervosismi. Essere ovunque in poco tempo, eppure vivere circondati dalla quiete e dalla bellezza. Potrei farlo. Non è un’idea balzana. Con il mio stipendio credo che riuscirei a mantenermi. Non dovrei nemmeno cambiare lavoro: organizzandomi, potrei fare il 95% del mio lavoro da casa, in qualunque punto del mondo, bastano un pc e una connessione a Internet. Magari comprerei anche un fax, che in certi casi potrebbe essere utile, e rassicurerebbe i miei capi. Il fax dà un’aria di serietà: fa tanto “ufficio”. Il 5% che necessita della mia presenza fisica in ufficio sarebbe la scusa per rituffarmi nella città, vedere la famiglia e i vecchi amici, darmi ai malsani hobby dello shopping e degli spettacoli, che presi a piccole dosi tanto male non fanno. Potrei lavorare quando ne ho voglia, crearmi i miei orari in libertà totale, e tutto il resto del tempo… vivere. Uscire, respirare, oziare al sole, giocare col mio gatto. E poi prendere la macchina e fare chilometri, tanti. Correre e correre, su e giù per le colline, senza una meta o un obiettivo, un qualcosa da fare, guidare solo perchè è bello e mi rilassa. Guidare per lasciare che gli occhi si bevano la bellezza. E la sera, tornata a casa, sedermi fuori al fresco per assistere al magico rito delle lucciole. Le lucciole: ecco cosa mi ricorderò di questi tre giorni. Era da anni che non le vedevo più. E lì invece tante, tantissime, così tante non ne avevo mai viste. La prima l’ho vista nel vialetto che portava al parcheggio dell’agriturismo. “Mamma, una lucciola!”. E poi un’altra, un’altra ancora… emergevano dal buio, inconsapevoli produttrici d’incanto. Nel buio del viale ne vedevo così tante quante sono le stelle nel cielo di una notte senza corrente elettrica. Ma non erano solo lì, erano dappertutto… le stradine si popolavano di questi insettini magici, folletti della notte che vivono la loro semplice vita, chissà quanto dura, chissà dove vanno poi la mattina… E mentre scrivo questo so che non lo farò, che resterò qui, ma non so dirvi perchè.

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Grecia 2016: racconto per immagini

Grecia2016 (122)

meravigliosi tramonti sul mare

 

temperature da vera estate

temperature da vera estate: non c’ero più abituata dopo otto anni di vita in Irlanda!

spunta il sole dalla colonna
spunta il sole dalla colonna

luna piena ad Atene

luna piena ad Atene

giornate in barca a vela, ancorati a Kea

giornate in barca a vela

fiori, tantissimi, bellissimi
fiori: tantissimi, bellissimi

un delizioso ristorantino trovato grazie alla Lonely Planet, dove però cenavano soprattutto persone del posto e non turisti
un delizioso ristorantino trovato grazie alla Lonely Planet, dove però cenavano soprattutto persone del posto e non turisti

Stadio panatenaico: là dove tutto (ri)cominciò
Stadio panatenaico: là dove tutto (ri)cominciò

per le strade di Atene
per le strade di Atene

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